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04:12 12 Novembre 2019

Il generale Suvorov “conquista” Verona. 220 anni fa la sua campagna militare nel Nord Italia

© Sputnik . Alexandr Vilf
Italia
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Era l’aprile del 1799 quando il generale Aleksandr Vasilevich Suvorov arrivò a Verona per dare inizio alla sua vittoriosa campagna militare nel Nord Italia, alleato all’esercito austriaco contro le truppe d’occupazione francesi.

Si racconta che al suo arrivo i veronesi staccarono i cavalli dalla sua carrozza e lo portarono in città sulle proprie braccia.

Verona non ha dimenticato; ed è proprio per ricordare queste vicende storiche di 220 anni fa, che nella città scaligera il 7 settembre si è tenuto un evento commemorativo dedicato al generalissimo Suvorov.

(Suvorov ha ricevuto il titolo di Generalissimo come riconoscimento dei suoi brillanti successi militari (la battaglia di Rymnik, la presa di Izmaila, la campagna di Svizzera e altre). Suvorov era principe del Regno di Sardegna, conte e principe dell’Impero russo, conte del Sacro Romano Imperio e comandante in capo delle truppe di Russia, Austria e Sardegna – ndr).

Nell’estate del 1799, grazie alle sue abilità da straordinario stratega, in tre battaglie decisive: a Cassano d’Adda, sul Trebbia e a Novi Ligure, Suvorov riuscì a sconfiggere le truppe francesi spianando la strada ad una possibile avanzata del suo corpo di spedizione verso la Francia (in seguito non compiuta). Fu l’ultima impresa eroica di questo grande comandante russo ricordato in tutta la Russia come un eroe leggendario, famoso per non aver mai perso una battaglia.

La manifestazione di Verona, organizzata dall’Associazione culturale “Veneto-Russia” e da “Russkij Dom” in collaborazione col Comitato Veneto Indipendente e Pasque Veronesi, ha ricevuto il patrocinio da tutte e tre le istituzioni venete: Regione, Provincia e Comune di Verona, oltre che dal Consolato Generale della Federazione Russa di Milano.

In piazza San Zeno davanti al sagrato dell’omonima basilica, i visitatori hanno potuto ammirare due performance, una pomeridiana l’altra notturna, dei militi storici in uniforme imperiale russa e austriaca, che al suono dei rispettivi inni imperiali hanno effettuato alcune scariche a salve con i loro moschetti ad avancarica dell’epoca.

© Sputnik . Eliseo Bertolasi
Una delle performance

Oltre all’esibizione dei militi il programma prevedeva un convegno d’approfondimento, allestito nella sede della nota associazione culturale veronese “il Calmiere”, durante il quale ha preso la parola Sergey Leontiev, diretto discendente di Suvorov arrivato di proposito dalla Russia. A rappresentare la Regione Veneto ha presenziato il consigliere regionale Luciano Sandonà che ha portato i saluti del governatore del Veneto Luca Zaia e del presidente della Regione Veneto Roberto Ciambetti.

Il ritratto di Aleksandr Suvorov
© Sputnik . RIA Novosti
Il ritratto di Aleksandr Suvorov

Sandonà ha spiegato a Sputnik Italia l’importanza di queste iniziative storiche:

– L’importante è scoprire tutti gli aspetti della nostra storia, anche quelli che non conosciamo direttamente perché non riportati dalla cosiddetta storiografia ufficiale. L’arrivo di Suvorov in Italia, le battaglie che ha sostenuto contro i napoleonici a fianco dell’esercito austriaco sono fatti storici sconosciuti alla quasi totalità di tutti noi. Come sono sconosciuti tantissimi altri aspetti della storia più o meno recente del Veneto, che ha avuto una repubblica libera indipendente che dalla città di Venezia si è estesa nell’interno della regione fino a raggiungere altri territori. La Repubblica di Venezia è riconosciuta e ricordata per il suo buon governo e per la democrazia, a quell’epoca portata dai veneziani.

– Dottor Sandonà, è cambiato il governo in Italia, ma l’istanza di autonomia della regione Veneto, almeno da parte dei veneti, è sempre all’ordine del giorno. Tra i 23 punti di autonomia richiesti, per ciò che concerne l’istruzione, è previsto un ampliamento da insegnare agli studenti veneti sulla storia della Repubblica di Venezia?

– Si! Due cose. C’è un protocollo d’intesa già firmato circa un anno fa a Venezia dal governatore Zaia con l’ex-ministro dell’Istruzione Bussetti che rappresenta una base per riformare e rivedere parte dei programmi di studio e applicarli nelle scuole del territorio veneto. La storia del Veneto e del suo popolo non può essere ridotta a due paginette dove Venezia viene elencata solamente come una delle Repubbliche Marinare pari a Pisa, Amalfi e Genova, che pure possiedono una storia gloriosa, ma Venezia può vantare 1.100 anni d’indipendenza. La seconda parte, invece, è più propriamente legata al progetto di autonomia.

L’autonomia scolastica è una delle 23 materie, tra le più importanti, sia in termini economici come pacchetto, sia in termini culturali. Aver la possibilità d’insegnare la gloriosa storia del Veneto ai nostri studenti è un qualcosa che getta il seme per una crescita di consapevolezza culturale e storica di quello che eravamo e di quello che potremmo essere nel futuro. Questo è essenziale. È già stato fatto in altri territori e regioni, come nella Provincia Autonoma di Bolzano, anche per la regione Friuli Venezia Giulia e non vedo perché non possa essere attuato in Veneto, dove incontra invece resistenze da parte dei sindacati e da parte di associazioni culturali portatrici non si sa di quali interessi. Questo è vergognoso!

Storia e valori cristiani

A rappresentare il Comune di Verona al convegno, portando i saluti del sindaco Federico Sboarina e dell’onorevole Vito Comencini è giunto Alberto Zelger membro della Commissione Cultura e presidente della Commissione Bilancio del comune di Verona:

– Speriamo l’anno prossimo di stanziare qualche risorsa in più per questo tipo d’iniziative perché c’è una grande ignoranza non solo a livello veronese, ma anche a livello veneto, della nostra storia. Io credo, la gran parte del Consiglio Comunale di Verona abbia una forte sensibilità nei confronti dei nostri fatti storici che sono poco conosciuti. La storia che viene insegnata a scuola è stata spesso travisata. Per motivi anche ideologici bisognava nascondere una certa parte storica perché urtava certe ideologie, soprattutto orientate a sinistra. Ora, invece, certi valori, certe tematiche vengono riprese. Nella Federazione Russa vediamo un pilastro molto forte per contrastare questa ideologia massonica e anti-cristiana che sta avanzando in gran parte dell’Occidente. 

Sui valori religiosi si è espresso anche Palmarino Zoccatelli, presidente dell’Associazione “Veneto – Russia” illustrando le ragioni che l’hanno spinto a mettere in piedi questo evento:

– L’obiettivo principale di questo convegno, oltre che commemorare la figura di questo grande generale russo, era evidenziare le motivazioni religiose e ideologiche della lotta contro i giacobini napoleonici, che allora volevano esportare nel mondo la rivoluzione anti-cristiana. Quindi ieri, come oggi, la Russia e il Veneto sono uniti contro i sovvertitori dell’ordine naturale e cristiano. Anche oggi gli eredi della rivoluzione francese: gli stati occidentali cosiddetti democratici e liberi, a guida USA-NATO, hanno mantenuto il vizio di voler esportare nel mondo con le guerre, le loro malsane ideologie anticristiane e antiumane. Noi con questo convegno abbiamo voluto dare un segnale diametralmente opposto, cioè che è possibile restaurare un ordine cristiano legittimo, il solo che può dare un mondo migliore ai nostri figli.

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Napoleone, Russia, Italia, Verona
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