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22:27 20 Settembre 2019
La polizia italiana

Mafia nigeriana, donne costrette a prostituirsi con minacce e riti magici

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Venivano reclutate in Nigeria, trasferite in Libia e poi imbarcate su un gommone per l'Italia, destinate ai giri di prostituzione. La squadra mobile di Brescia ha sgominato un'organizzazione criminale internazionale dedita alla tratta umana e sfruttamento della prostituzione.

L'indagine, condotta dalla Squadra Mobile di Brescia e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, è partita in seguito alla denuncia di tre donne, decise ad uscire dal giro e ad affrancarsi dai loro sfruttatori. Dalle testimonianze sono emersi i meccanismi di funzionamento dell'organizzazione con base in Libia e Nigeria finalizzata a favorire l’ingresso di giovani donne da avviare alla prostituzione. 

Dai racconti delle donne sono emerse anche le violenze fisiche, gli abusi sessuali subiti durante il viaggio e dentro il centro di detenzione libico.

In Italia l'organizzazione le convinceva ad abbandonare i centri di accoglienze e le costringeva a prostituirsi, ricorrendo alla minaccia di violenze e  riti magici (juju) ai danni dei familiari in patria. Come somma di affrancamento chiedevano dai 20.000 ai 30.000 euro. 

Sei gli indagati, tre gli arrestati, tutti nigeriani, per tratta di esseri umani e sfruttamento della prostituzione, tra la provincia di Brescia e Torino, che gli investigatori hanno potuto individuare grazie alle intercettazioni telefoniche. Attraverso i canali di cooperazione con la polizia nigeriana, è stato identificato anche uno dei componenti della banda, operante all'estero, che aveva il compito di trasferire le vittime di tratta dalla Nigeria alla Libia, dove venivano imbarcate in direzione delle coste italiane.

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mafia, Torino, Italia
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