12:25 09 Dicembre 2019
Evgeny Utkin e Enzo Moavero Milanesi

Cernobbio, intervista esclusiva a Moavero Milanesi

© Foto : Evgeny Utkin
Italia
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L’internazionalità è l’elemento caratterizzante del Forum che ogni anno, a settembre, The European House – Ambrosetti organizza a Villa d’Este, a Cernobbio.

Lo scenario di oggi e di domani per le strategie competitive, questa la denominazione dell’evento, dal 1975 accoglie un parterre di relatori di assoluto livello, appartenenti al mondo politico, accademico, istituzionale e imprenditoriale, provenienti da tutto il mondo.

Capi di Stato e di Governo, massimi rappresentanti delle istituzioni internazionali, Ministri, premi Nobel, imprenditori, manager ed esperti di tutto il mondo si riuniscono ogni anno, per confrontarsi sui temi di maggiore impatto per l’economia globale e la società nel suo complesso.

Quest'anno al Forum è presente il Ministro degli Esteri uscente Enzo Moavero Milanesi che ha risposto alle domande di Sputnik:

— Ieri il nuovo governo ha giurato. Lunedì sarà approvato in Camera e martedì in Senato, eppure questo governo adesso è già in carica. Ci spiega bene come funziona? Cioè Lei da ieri non è più il ministro?

— No, io non sono più il ministro, perché per la Costituzione italiana da quando c’è il giuramento nelle mani del capo dello Stato, il governo è insediato. Dopo la fiducia del parlamento il governo acquista i pieni poteri. Ma il governo è in carica dopo il giuramento.

Quindi (anche) se per ipotesi un Parlamento non dovesse avere la fiducia, (nel frattempo) il governo in carica è comunque l’attuale, quello che ha giurato ieri, quindi il governo precedente non c’è più. E quindi io sono a tutti gli effetti un ex ministro.

© Foto : foto di Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica

— Parliamo della Russia. Secondo Lei, i rapporti con la Russia cambieranno?

— Questo dipenderà dalle scelte politiche del governo. Naturalmente la Russia per un paese europeo resta un interlocutore molto importante, bisogna vedere effettivamente il nuovo governo, in che misura riterrà di impostare i rapporti con la Federazione Russa.

— Sì, ma secondo Lei, si rafforzeranno i rapporti o ci sarà qualche ridimensionamento?

— Questo è francamente difficile dirlo. Dobbiamo vedere che impostazione darà il ministro degli Esteri, lo stesso presidente del Consiglio e quindi dipenderà proprio dalle scelte fondamentali che dovrà dare il governo. Non si può fare un’ipotesi astratta di una scelta di un governo che si accinge a entrare in carica.

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