06:57 10 Dicembre 2019

Habemus governo: cosa cambia con il Conte bis?

© Foto : foto di Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica
Italia
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Dopo un mese di stallo e una serie delle consultazioni in Italia nasce un nuovo esecutivo guidato dal vecchio premier e sostenuto da una maggioranza Pd-M5S-Leu.

Il governo conta ventuno ministri, di cui un terzo donne, e un sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro (M5S). Dopo tante bozze provvisorie, è arrivato il programma definitivo del governo giallo-rosso che si allarga da 26 a 29 punti.

Quali saranno le priorità del nuovo esecutivo? Cosa cambierà con il governo Conte 2 la politica interna e quella degli esteri? Per un approfondimento Sputnik-Italia ha raggiunto l'On. Marta Grande, presidente della Commissione Esteri e Comunitari della Camera.

- On. Grande, innanzitutto, auguri per la nascita del nuovo governo! Siete soddisfatti dei risultati dei negoziati con il PD e soprattutto della composizione del nuovo Consiglio dei ministri? 

- Decisamente soddisfatti! Durante tutta l’estate, e dopo la decisione della Lega di mettere in discussione l’alleanza con la quale stavamo portando avanti il contratto di governo, sono stati discussi nuovi punti programmatici con il Partito Democratico.

Abbiamo identificato dei temi condivisi sui quali lavorare e che dal lato del M5S sono stati approvati dagli iscritti tramite il voto online in accordo alle nostre regole interne. Ora siamo pronti a ripartire per portare a casa i provvedimenti necessari per il Paese e per i cittadini.

- Il programma del nuovo esecutivo è composto da 29 punti. Quali saranno le prime cose da fare?

- I primi temi che affronteremo saranno il taglio del numero dei parlamentari e la neutralizzazione dell’aumento dell’IVA. Dovremo iniziare a lavorare al più presto anche sul Green New Deal, la tutela dei beni pubblici e la riduzione delle diseguaglianze; c’è veramente molto da portare avanti.

- Il leader del M5S Luigi Di Maio ha ottenuto un incarico molto importante nella squadra del Professor Conte ed è diventato il più giovane Ministro degli Esteri della storia. Come cambierà posizione del M5S sulla politica estera alla luce del nuovo governo italiano?

- Il Movimento porta avanti la sua linea di politica estera basata sui principi di cooperazione e pace. Continua pertanto la nostra azione nel quadro di un multilateralismo efficace tramite un attivo contributo nell’Unione europea e nella NATO. Permangono alcuni temi critici che andranno sicuramente affrontati come la riforma del Regolamento di Dublino ad esempio, che è presente all’interno dei 29 punti di programma.

In ultimo non può mancare l’attenzione dell’Italia, in politica estera, al continente Africano ed alla cooperazione allo sviluppo.

- Giuseppe Conte ha parlato di “nuovo umanesimo” per definire il governo che ha in mente. Come verrà gestito il fenomeno migratorio adesso, con il nuovo Ministro dell'Interno? Pensa che il decreto-sicurezza bis verrà in qualche modo ridimensionato oppure completamente rivisto?

- Il tema migratorio continuerà a restare uno dei temi centrali di questa fase politica dell’azione di questo Governo e credo che i rilievi espressi dal Presidente della Repubblica debbano essere presi in considerazione dal Parlamento.

Per affrontare concretamente questo fenomeno il nostro Paese dovrà lavorare per strutturare non solamente delle politiche di primo soccorso e accoglienza ma anche di integrazione così come lavorare con i paesi di origine e transito... Insomma, una politica comprensiva e di ampio respiro che il Decreto Sicurezza affrontava solo parzialmente.

- Fin dal primo giorno la coalizione M5S-Lega era considerata anomala e in realtà molti siaspettavano che ben presto questo governo avrebbe fallito. Come Lei valuta la nuova alleanza giallo-rossa? A Suo avviso, potrebbe essere un “matrimonio” più duraturo e più solido? 

- Il Movimento Cinque Stelle ha tratti distintivi diversi da quelli degli altri partiti e l’accordo con la Lega ha presentato delle criticità che sono state discusse anche pubblicamente. Immagino che anche questa nuova fase presenterà delle vedute contrapposte o discordanti ma sono fiduciosa che riusciremo a lavorare al meglio, spero che si inizi abbassando i toni e riconducendo lo scontro politico al suo spazio naturale.

Questa nuova programmazione può portare a degli ottimi risultati e sono convinta che il nostro paese possa beneficiare, soprattutto in questa fase, di politiche volte alla sostenibilità, inclusione ed equità.

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