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04:06 12 Novembre 2019
Italia
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Il Tribunale di Locri ha revocato il divieto di dimora a Riace che era stato precedentemente disposto nei confronti dell'ex sindaco Domenico Lucano.

Il tribunale di Locri ha revocato il divieto di dimora a Riace all'ex sindaco Mimmo Lucano, da mesi costretto a vivere nella vicina Caulonia a seguito del provvedimento disposto dai giudici nell'ambito dell'inchiesta "Xenia" sui presunti illeciti nella gestione dell'accoglienza dei migranti.

Il tribunale calabrese ha accolto l’istanza degli avvocati dell’ex sindaco presentata lo scorso lunedì. Ora l'ex primo cittadino potrà fare ritorno a casa per abbracciare l’anziano padre gravemente malato di 94 anni, appena rientrato nel paese dopo un ricovero all'ospedale di Catanzaro per una leucemia.

"Andrò a Riace appena avrò la notifica dei Carabinieri... Mi sento come qualcuno che ritrova finalmente la libertà dopo lo smarrimento. Non potevo rassegnarmi al fatto di essere lontano dal mio paese, visto che non ho fatto nulla di grave. Non ho rancore e non provo vendetta nei confronti di nessuno. La giustizia farà il suo corso. La prima cosa che farò quando sarò a casa sarà andare da mio padre, oltre ad abbracciare gli immigrati", ha dichiarato al sito fanpage.it l'ex primo cittadino di Riace.

Modello Riace per accoglienza e inchiesta Xenia

Da sindaco di Riace Domenico "Mimmo" Lucano ha acquisito notorietà in Italia per il suo approccio nella gestione degli immigrati e richiedenti asilo.

Circa 450 tra rifugiati e immigrati si sono stabiliti nel piccolo paesino ionico accanto ai suoi 1800 abitanti.

Nell'ottobre 2017 nei confronti del sindaco Lucano è stato aperto un fascicolo dalla Procura di Locri per la gestione del sistema dell'accoglienza: i reati contestati sono truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ai danni dello Stato e dell'Unione Europea, concussione e abuso d'ufficio.

Il 2 ottobre 2018, a conclusione dell'operazione Xenia, viene messo agli arresti domiciliari con l’accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Tra le contestazioni figura la sua presunta collaborazione nell'organizzazione di un matrimonio combinato per far ottenere il permesso ad una nigeriana per restare a Riace.

Il 16 ottobre 2018 il tribunale del Riesame ha revocato i domiciliari, ma allo stesso tempo ha disposto il divieto di dimora a Riace a danno dell'ex primo cittadino.

Tags:
Giustizia, Italia, Calabria
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