16:51 22 Novembre 2019
Nel cerchio i due alpinisti sulle Tre Cime di Lavaredo

Lavaredo, coppia di alpinisti salva grazie alla suocera, ma ora devono pagare i soccorsi

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Erano bloccati sulla parete delle Tre Cime di Lavaredo da tre giorni, ma rifiutavano i soccorsi. Oggi i due alpinisti spagnoli sono stati recuperati e stanno bene, però rischiano di pagare un conto salato per i soccorsi.

Una coppia di alpinisti spagnoli si è trovata in difficoltà sulle Tre Cime di Lavaredo. Tuttavia, credendo di aver quasi raggiunto la vetta, hanno rifiutato i soccorsi per due volte.

La coppia poteva già essere stata recuperata, se non fosse stato per l'uomo, convinto che mancasse poco per arrivare in vetta.

L’uomo di 45 anni ed una donna di 36 anni, entrambi di Barcelona, erano già stati coinvolti in un’operazione di salvataggio martedì scorso. Un’altra coppia, di Bolzano era rimasta a 2.750 metri di quota, al buio, senza frontali, con nebbia persistente e le corde incastrate nella roccia. A quel punto, il Soccorso alpino di Auronzo di Cadore, informato della situazione, aveva provato a soccorrere i due alpinisti spagnoli. I rocciatori però si erano calati troppo bloccandosi nuovamente. Una squadra ha dovuto salire la normale per raggiungerli. Dopo l’intervento dei soccorritori tutti e quattro si sono calati alla base.

Ieri è apparso un nuovo messaggio sui due alpinisti spagnoli. I loro parenti, preoccupati dalla mancanza delle notizie dalla coppia, nella notte hanno allertato il Soccorso alpino. I telefoni dei rocciatori non erano raggiungibili e i genitori presupponevano che fossero già in vetta. I due sono stati individuati, ma hanno detto che avrebbero proseguito.

La cordata dei due alpinisti continuava continuava ad essere monitorata con particolare attenzione. Non avendo le risposte da loro dalla mattina ieri ai genitori è stato chiesto se volevano che “intervenisse l'elicottero per una seconda perlustrazione”. I genitori hanno detto di sì, ma gli scalatori avevano deciso di proseguire anche quella volta.

Alla fine intorno alle ore 16.00 di lunedì i due alpinisti sono stati recuperati grazie all'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano ed alle buone condizioni climatiche.

“Grazie a un varco nella nebbia, l'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano si è potuto avvicinare alla parete della Cima Ovest di Lavaredo, a 2.750 metri di quota, dove erano bloccati i due alpinisti spagnoli. Sbarcato sulla cengia, il tecnico di elisoccorso li ha raggiunti e fatti spostare in un punto più agevole per l'imbarco sull'eliambulanza, avvenuto subito dopo”, spiega il processo di salvataggio il Soccorso alpino Veneto in un post su Facebook.

“All'origine dei precedenti rifiuti, a quanto hanno riferito ai soccorritori, la convinzione di essere ormai arrivati in vetta, mentre in realtà mancavano ancora un paio di tiri, un'ottantina di metri in tutto, abbastanza impegnativi”, si legge nel post.

Chi paga i soccorsi?

Ora gli alpinisti soccorsi probabilmente dovranno affrontare una spesa imprevista, da quanto le norme regionali prevedeono che coloro che rimangono illesi oppure si mettono in una situazione a rischio volontariamente, dovrà pagare i costi del servizio. Un minuto di elisoccorso vale 90 euro al minuto e la parcella massimo può arrivare a 7.500 euro.

Come spiega il portale Tgcom24, “non c'è alcun costo (perché a carico del servizio sanitario) se la persona soccorsa è affetta da patologie, o resta ferita e viene portata in ospedale. Ma se l'alpinista è finito nei guai volontariamente, e una volta soccorso non ha riportato un graffio, può dover sborsare di tasca propria il costo del salvataggio. Si va dai 200 euro del diritto di chiamata della squadra di soccorritori (altri 50 per ogni ora aggiuntiva), fino ai 90 euro per ogni minuto di elicottero”.

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