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13:04 13 Novembre 2019

Conte: consonanza sui punti programmatici tra M5S e PD

© Foto : foto di Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica
Italia
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Crisi di Governo (77)
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Intervenendo alla Versiliana, il premier Conte ha raccontato del programma, delle linee strategiche e dei modi in cui verranno assegnati i ministeri, della visione sulla politica internazionale e sui temi caldi come il contrasto all'immigrazione clandestina e l'Europa.

Il premier incaricato Giuseppe Conte è intervenuto per la prima volta al di fuori di un contesto istituzionale, da quando il ministro dell'Interno Salvini ha aperto la crisi di governo. Intervistato da Marco Travaglio, Peter Gomez e Antonio Padellaro, alla festa del Fatto Quotidiano, ha delineato la sua visione prospettica sull'Italia e sul ruolo dell'Italia in Europa. 

Conte ha riferito che i lavori per il nuovo governo procedono bene. C'è una "consonanza" sui punti programmatici delle forze coinvolte nelle trattative, una visione comune che permette alle due forze "antagoniste" sul piano politico di "accantonare il passato e a concentrarsi sul progetto che riguarda il bene del paese". 

Sarà un governo della "discontinuità", una discontinuità in nome delle sfide e dei cambiamenti che si hanno davanti, che è pronto ad accettare le sfide che si aprono dello "sviluppo sostenibile e economa circolare" che il governo cercherà di condurre con la massima determinazione, riferisce Conte.

Poi spiega quali saranno i punti programmatici del nuovo governo: 

  • determinazione e predisposizione a realizzare un progetto di ampia portata;
  • riforme e sburocratizzazione;
  • competitività nella sfida globale;
  • rafforzamento dell'export;
  • indirizzare il sistema produttivo verso investimenti sostenibili.

"Mi conforta molto che le due forze politiche abbiano molta consonanza nei punti programmatici, - riferisce - confido che anche le altre forze che hanno dichiarato disponibilità possano rivedersi in questi obiettivi programmatici".

Il commento al video di Beppe Grillo

Un programma che sembra raccogliere la visione prospettica che Beppe Grillo aveva delineato nel video pubblicato ieri sera sul suo blog, con cui chiedeva alle forze politiche impegnate nelle trattative per il governo di non lasciarsi scappare un momento storico come questo invitava a sedersi a un tavolo per "ripensare il pensiero" e "scegliere la società che vogliamo per il futuro". 

"Beppe Grillo ha disegnato il futuro e ci invita a guardare avanti", così ha commentato le parole del guru pentastellato Giuseppe Conte. 

"Non sarò il premier dei Cinque Stelle"

Giuseppe Conte sottolinea la sua esternità al M5S. Nonostante il suo nome sia stato imposto dal movimento, e soprattutto da Di Maio, come conditio sine qua non per sedersi al tavolo delle trattative con il PD, Conte ha ribadito la sua vicinanza al Movimento e di esserne stato elettore, ma non di esserne un esponente. 

"Bisogna attenersi a dei dati di fatto oggettivi. Io non sono iscritto al M5s, non partecipo alle riunioni del gruppo dirigente poltico, non ho mai incontrato i gruppi parlamentari, quindi definirmi dei 5 stelle mi sembra una formula inappropriata. Rimane però il dato che c'è vicinanza, li conosco da tempo, lavoro molto bene con il Movimento e in particolare Di Maio, che mi ha designato presidente".

La centralità del programma 

Il programma è l'unica bussola per il presidente Conte. Non ci sono pressioni da parte dei partiti. 

"La sorprenderò ma il tema dei ministri non è la priorità. La massima premura in questo momento è il programma. Dopo aver definito il programma e le linee strategiche, inviterò le forze politiche che sostengono il progetto a sedersi a un tavolo e darmi dei suggerimenti, con indicazioni aperte per scegliere la migliore squadra".

Annuncia che a inizio settimana, lunedì o al massimo martedì, verranno sciolte le riserve sui programmi e la nuova squadra di governo.

Poi fa uno scambio di battute con Travaglio sul fatto che essere incensurati non debba essere una caratteristica dei ministri, ma una condizione indispensabile per poter governare il paese. 

Un presidente per tutte le stagioni

Conte ha negato di essere un premier per tutte le stagioni. "L'ho dimostrato con i fatti - ha affermato - Quando al Senato è stata ritirata la mozione di sfiducia e riproposto di tornare indietro, e ho rifiutato".

E sulla Lega spiega che la rottura con Salvini si è consumata il 3 giugno, rimandando al discorso tenuto in quella data sulla "leale collaborazione", rivolto alle forze politiche.

La politica internazionale

Sulla possibilità che il governo sia stato imposto da Bruxelles, Conte afferma di avere un ampio consenso, non solo da parte di Trump e delle forze "europeiste", ma anche dei Paesi dell'est. "Sto ricevendo tanti messaggi da parte dei leader che ho conosciuto e tanti segni di apprezzamento, vorrei precisare non soltanto dalla "Mittle Europa", ma anche dell'est", ha sottolineato con enfasi, riferendosi con ogni probabilità alla Russia

Conte ha detto che userà questo consenso per "avviare una esperienza di governo in cui l'italia può avere ruolo di protagonista. Cercherò di usare al massimo questo clima di grande apertura per avere dei fatti concreti. Mi piacerebbe molto che l'Italia possa dare un contributo critico per adeguare il patto di stabilità al nuovo ciclo economico".

Sul vertice di Biarritz ha confermato le voci che lo facevano disposto a fare un passo indietro per il bene del paese, perché il suo nome risultava divisivo alle forze sedute ai tavoli delle trattative per il governo.

Politica della sicurezza

Infine si sofferma sulle politiche per l'immigrazione, un tema cruciale per l'alleanza di governo. "È un tema molto sensibile, ho scritto anche una lettera aperta per spiegare ancora una volta più dettagliatamente la politica sull'immigrazione sin qui perseguita".

Il problema dell'immigrazione, prosegue, è un problema più complesso del singolo caso, che ha risonanza mediatica e che deve essere affrontato nella sua complessità, iniziando dal paese d'origine e di transito, dalla lotta al traffico di uomini e poi dal "dopo sbarchi", ovvero redistribuzione e rimpatri. Per questo ritiene che debba essere modificato il regolamento di Dublino secondo il principio che "Chi entra in Italia, entra in Europa".

Tema:
Crisi di Governo (77)
Tags:
Governo, Giuseppe Conte, Italia
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