00:55 16 Novembre 2019

Mar Jonio in difficoltà, "Fateci scendere subito"

© Foto: Ong Mediterranea
Italia
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La Mar Jonio, da quattro giorni ferma a 13 miglia da Lampedusa, con 34 migranti a bordo, chiede urgentemente di sbarcare. Condizioni di mare difficili, mancanza di acqua corrente e casi di scabbia. Ma Salvini nega lo sbarco e la Capitaneria di Lampedusa si dissocia.

"Qui sono in ballo i diritti fondamentali ma anche la tenuta dello stato di diritto - dice Alessandra Sciurba, portavoce della missione - fateli sbarcare immediatamente. Le istituzioni devono dimostrare ragionevolezza, umanità ma anche il rispetto delle leggi".

L'equipaggio chiede di far scendere urgentemente i 34 naufraghi, 6 donne e 28 uomini, rimasti a bordo dopo l'evacuazione dei bambini e delle loro famiglie, avvenuta venerdì scorso. Con un comunicato si segnalano le "condizioni psicofisiche di estrema vulnerabilità delle persone a bordo dovute ai loro tragici vissuti e alle violenze subite in Libia". 

Condizioni psicologiche aggravate dall'aver visto annegare sei compagni di viaggio e sbarcare la maggior parte del gruppo.

"Trattenerli ancora è inumano e degradante" scrive la Ong, che minaccia di essere pronta a denunciare i comportamenti in "violazione del diritto e dei diritti" se non prevarrà "dopo mesi di illegalità e cattiveria gratuita, il rispetto delle persone e delle leggi", scrivono in un comunicato pubblicato sulla piattaforma web di Mediterranea Saving Humans

La mail del comandante Giovanni Buscema

Il comandante della nave Giovanni Buscema, aveva richiesto alla Capitaneria di Porto di Lampedusa un porto sicuro, per le pericolosi condizioni del mare, aggravate da un guasto tecnico che riporta lo scafo. Autorizzazione negata dalle autorità portuali che avevano indicato una zona più sicura a nord dell'isola, ma sempre fuori dalle acque territoriali. 

Nella mattinata di ieri il comandante Buscema, marinaio catanese di lungo corso, aveva inviato alla capitaneria una mail predisposta assieme ai legali dell'associazione, in cui minacciava una denuncia per omissione di soccorso, diffidava i responsabili del Martitime Rescue Coordination Ceneter (Mrcc) e chiedeva l'assegnazione di un Pos (Place of Safety). 

La Guardia Costiera si dissocia dal Viminale

Nella risposta la Capitaneria di Porto, che ha ribadito l'impossibilità ad assegnare un porto sicuro in base al Decreto Sicurezza, sembra voler prendere le distanze dal decreto di rigetto, scaricando le responsabilità del rifiuto sulla filiera decisionale, dal vertice ai responsabili di banchina. 

Nella risposta al comandante Buscema, si legge: “In riscontro alla richiesta di Place of Safety (POS), pervenuta con l’email a cui si porge riscontro, si rappresenta che la competente Autorità Nazionale, alla quale la predetta richiesta è stata inviata per le valutazioni di competenza, ha comunicato, che: ferma restando l’attualità e l’efficacia del Decreto Interministeriale del 28 agosto, il POS non può essere assegnato”.

La nota è stata inviata a due procure, il procuratore di Agrigento Patronaggio e la procura di Roma, mettendo in calce il nome e i contatti mail delle autorità coinvolte nei processi decisionali, a partire dai Ministeri dell'Interno, della Difesa e dei Trasporti. 

Salvini ribadisce il no all'apertura dei porti

Oltre alla Mar Jonio, che ha incassato la solidarietà dall'arcivescovo di Agrigento, il Cardinale Montenegro, che ha dichiarato che "prima di ogni disputa politica, ci sono i diritti umani che vanno difesi sempre e comunque", riferendosi alla polemica con il Viminale, che ha ribadito il suo no all'apertura dei porti. 

"Riaprire i porti non è un dispetto a me ma agli italiani", gli ha replicato il leader leghista da Pinzolo. "Se qualcuno vuole riaprire i porti lo dica chiaramente, si pensa di riavviare il business dell'immigrazione clandestina, cancellare il decreto sicurezza e quota 100 siamo siamo alla truffa: questo è reato di truffa". 

E arriva il divieto anche per la Alan Curdi della Sea Eye, che in acque maltesi ha soccorso un barchino con a bordo 13 persone di cui 8 bambini. Intanto la Eleonore, di Mission Lifeline è ferma da 5 giorni davanti all'isola di Malta, con oltre 100 persone salvate.

Intanto proseguono gli sbarchi fantasma, in Puglia, Sicilia e Sardegna. Rintracciati nelle ultime ore 4 algerini a Linosa e 46 tunisini nel Sulcis. La polizia lamenta in un comunicato la poca attenzione sugli sbarchi autonomi che continuano ad essere il principale passaggio in Europa.

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Lampedusa, Mar mediterraneo, Italia
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