16:45 22 Novembre 2019
Luigi Di Maio

Finite le consultazioni di Conte: Di Maio minaccia rottura

© AP Photo / Andrew Medichini
Italia
URL abbreviato
Crisi di Governo (77)
20333
Seguici su

La delegazione del Movimento Cinque Stelle guidata dal leader Luigi Di Maio è stata l'ultima a condurre colloqui con Giuseppe Conte.

Prima dei pentastellati era toccato alla delegazione del Pd guidata dal segretario Nicola Zingaretti.

Parlando a margine dell'incontro davanti ai giornalisti, il leader dei Dem ha ribadito la necessità "di un programma di svolta per il Paese" con attenzione alla riduzione delle tasse sui salari medio bassi.

"È stato un incontro che si è svolto nel giorno nel quale l'Istat conferma purtroppo alcuni dati negativi per la nostra economia, dati che confermano la necessità di una svolta e l'esigenza di aprire quella che lo stesso presidente incaricato ha chiamato una nuova stagione politica per il Paese. Ribadiamo il taglio delle tasse per i salari medio-bassi del Paese come incentivo alla ripresa e come stimolo dei consumi ed elemento di giustizia rispetto alle famiglie italiane. E, sempre per i redditi medio-bassi si stanno studiando formule per la formazione gratuita per i figli dall'asilo nido all'università", ha detto.

Riguardo ai decreti di sicurezza, approvati dalla maggioranza giallo-verde su spinta della Lega, da notare la linea conciliante indicata da Zingaretti, che ha auspicato nel recepimento delle indicazioni del presidente della Repubblica Mattarella.

"Abbiamo proposto al Presidente che anche sui cosiddetti decreti sicurezza si proceda nelle forme dovute almeno al recepimento delle indicazioni pervenute dal Presidente della Repubblica".

Infine si è presentato ai giornalisti dopo i colloqui con Conte Luigi Di Maio a capo della delegazione del M5s. A differenza di Zingaretti è stato molto più diretto ed esplicito: senza le proposte dei Cinque Stelle il governo non nascerà e si andrà al voto.

"Se entreranno i nostri punti nel programma di governo si potrà partire, altrimenti meglio il voto. O siamo d'accordo a realizzare i punti del nostro programma o non si va avanti. Non guardiamo a un governo solo per vivacchiare, consideriamo alcuni dei punti del documento imprescindibili".

Il capo politico del M5s si è detto inoltre "totalmente contrario al ricorso ad una patrimoniale".

Inoltre Di Maio ha escluso la possibilità di cancellare i decreti sicurezza, che il Pd spinge per annullare o quantomeno rivedere, sottolineando che il Movimento "non rinnega 14 mesi di governo" (con la Lega, ndr).

"Riteniamo che non abbia alcun senso parlare di modifiche ai decreti sicurezza. Vanno tenute in considerazioni le osservazioni del capo dello Stato ma senza modificare la ratio di quei provvedimenti. Ho detto che non rinneghiamo questi 14 mesi di governo".

In precedenza Conte aveva visto le forze di centrodestra, inclusa la Lega. Come nelle consultazioni con il presidente della Repubblica, hanno ribadito il ruolo di opposizione all'eventuale governo Pd-M5s.

Tema:
Crisi di Governo (77)
Tags:
Luigi Di Maio, Nicola Zingaretti, Giuseppe Conte, Italia
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik