18:07 23 Gennaio 2020
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Crisi di Governo (77)
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Continua a non trovarsi una quadra su un possibile accordo tra Pd e M5S per la formazione di un nuovo esecutivo. Oggi nuovo giro di consultazioni al Colle con Mattarella.

Ieri un'altra giornata interlocutoria di incontri sul fronte governo, che ha avuto inizio nella mattinata con l'annullamento all'ultimo minuto dell'incontro tra la delegazione M5S e quella del Pd, previsto inizialmente per le ore 11. 

Nel corso della mattinata sono poi giunte le motivazioni ufficiali che hanno portato al mancato incontro e alla momentanea rottura tra le parti, con uno scambio reciproco di accuse: "Rischia di saltare tutto perché Di Maio rivendica la vicepresidenza del Consiglio", hanno tuonato i dem.

Sarebbe stato proprio il vicepremierato il contenuto di una telefonata avvenuta nel pomeriggio tra il segretario dem Nicola Zingaretti e il leader dei grillini, con il primo che sarebbe rimasto stizzito dalla richiesta di Di Maio di continuare a ricoprire il ruolo di vicepremier, accanto a un secondo vicepremier del Pd, in una riproposizione della formula già sperimentata durante il sodalizio con la Lega. Una condizione inaccettabile per il Pd e che è stata e rimane uno dei nodi da sciogliere per giungere ad un accordo totale.

Un'accusa, quella di essere legato alla poltrona, prontamente rispedita al mittente dallo stesso Luigi Di Maio, che ha invece annunciato il voto sulla piattaforma pentastellata 'Rousseau' per l'avallamento dell'eventuale governo di coalizione giallorosso.

Una manovra che mira a ricompattare la base grillina, spaccata internamente tra chi è andato su tutte le furie per la possibilità di vedere realizzato uno sgradito 'rimpastone' con il Pd e chi, invece, si è detto ben disposto rispetto a un possibile Conte bis. "Solo con l'ok degli iscritti il M5s supporterà il nuovo governo", ha fatto sapere Di Maio, che ha anticipato il voto online in un post su Facebook, andato online nella tarda serata di ieri.

Il nodo Rousseau

Una votazione interna al movimento è ritenuta dallo stesso Di Maio la condizione necessaria perché si formi un esecutivo di coalizione con il Pd, come confermato in un secondo post pubblicato sul 'blog delle Stelle'.

"Solo se il voto sarà positivo la proposta di progetto di governo sarà supportata dal M5s. Gli iscritti hanno e avranno sempre l'ultima parola. Il voto dovrebbe avvenire entro la prossima settimana. Il confronto tra le forze politiche su questa base sarà portato avanti dal presidente del Consiglio che eventualmente potrebbe essere incaricato dal presidente Mattarella. Alla fine di questo percorso ci sarà una proposta di progetto di governo".

Proprio la consultazione sulla piattaforma online del M5S è diventato il secondo nodo del contendere, con il Pd che lo ha definito un tentativo "per prendere tempo" oltre che "uno sgarbo istituzionale" verso il presidente Sergio Mattarella, impegnato anche ieri in una serie di incontri istituzionali che hanno visto protagonisti tra gli altri i presidenti di Camera e Senato.  

Conte sblocca tutto

A mettere d'accordo tutti è intervenuto ancora una volta il presidente del Consiglio Conte, proprio nel momento più delicato della trattativa e con lo spettro di una possibile rottura definitiva. La situazione si è infatti sbloccata dopo una serie di telefonate tra lo stesso Conte e il segretario dem Zingaretti che, rassicurato circa la presenza del premier alla trattativa, si è convinto ad accettare un accordo di massima, pur con la consapevolezza di dover ancora risolvere il nodo legato al vicepremierato e al voto su Rousseau. 

La trattativa fiume è quindi continuata nella serata di ieri con le parti che sono tornate a riunirsi per cominciare a lavorare sulla redazione di un programma comune di governo.

"È stata una riunione serena, abbiamo approfondito i punti per una base comune programmatica", ha sottolineato il Pd dopo un vertice della durata di due ore tenutosi a Montecitorio.

Oggi tutti i 'big' da Mattarella  

Oggi nuovo giro di incontri, con grillini e dem che in queste ore  si stanno vedendo per definire accordo di governo e piano programmatico. Poi le delegazioni si recheranno al Colle e, se la trattativa Pd-M5S avra avuto un esito positivo il presidente Sergio Mattarella incaricherà Conte tra mercoledì sera e giovedì, lasciandogli un piccolo margine di tempo per continuare a lavorare sull'elaborazione di un programma e sulla composizione della squadra di governo.

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