16:06 15 Novembre 2019
Magistrato italiano Giovanni Falcone

Maria Falcone contro il ritorno di Miccoli al Palermo

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Parole dure quelle della sorella del magistrato ucciso dalla mafia, che dice la sua sulla polemica scoppiata per il ritorno in campo di Miccoli, condannato in primo grado per estorsione.

Si terrà oggi la partita amarcord del Palermo, che vedrà il ritorno al Barbera delle vecchie glorie rosanere e che ha scatenato le proteste dei tifosi, che non hanno perdonato al bomber salentino, Fabrizio Miccoli, le sue parole oltraggiose contro il magistrato Giovanni Falcone. 

Sul caso si è espressa anche Maria Falcone, sorella di Giovanni e oggi esponente del movimento antimafia, che si è detta rattristata dalla decisione di Dario Mirri, presidente della società sportiva, di far scendere in campo l'ex bomber. “Ho volutamente evitato finora di prendere posizioni sulle polemiche scoppiate nei giorni scorsi in merito alla partecipazione di Miccoli, su cui in passato ho già espresso un giudizio netto, alla partita di battesimo del nuovo Palermo. Sono stata molto orgogliosa della reazione di tanti cittadini che, evidentemente, non hanno dimenticato le parole offensive che l’ex giocatore pronunciò nei confronti di Giovanni Falcone”, ha dichiarato Maria Falcone. 

Sulle dichiarazioni di Mirri, che si era giustificato dicendo di aver solo invitato a partecipare a una partita di calcio un giocatore che "ha fatto la storia del calcio rosanero", che "la valutazione su Miccoli fuori dal campo non spetta a me ma alla magistratura che potrà dare un giudizio definitivo” e che si tratta "di ambiti diversi", Maria Falcone ha commentato: “Mirri dice che lui si occupa di pallone e che lascia i giudizi alla magistratura. Voglio ricordargli che la magistratura si è occupata di Miccoli, che è stato infatti condannato per i reati commessi. Ma oltre al profilo penale, che certamente spetta ai giudici valutare, esistono questioni come la morale che dovrebbero riguardare tutti i cittadini, imprenditori compresi”.

“Sostenere che lo sport, il pallone, non c’entri nulla con certi temi è un errore, soprattutto se viene da un palermitano che dovrebbe sapere cosa la mafia e la mentalità mafiosa abbiano rappresentato e rappresentino per questa città e quanto certe scelte nella nostra terra possano essere lette come segnali”, ha aggiunto. “Affermare la neutralità dello sport rispetto a certi argomenti è un errore, soprattutto considerato che alcuni personaggi per molti giovani diventano un modello di comportamento”.

Il caso Miccoli

Fabrizio Miccoli è stato condannato in primo grado per estorsione e, lo scorso giugno, il sostituto procuratore generale di Palermo, Ettore Costanza, ha chiesto la conferma in appello della condanna a 3 anni e sei mesi. Secondo l’accusa, l’ex bomber rosanero avrebbe chiesto all'amico di Mauro Lauricella, figlio del boss della Kalsa Antonio, di aiutare un ex fisoterapista della squadra a recuperare un credito. Precedentemente durante una telefonata con Lauricella, intercettata dalle forze dell'ordine, si era espresso con parole oltraggiose nei confronti del magistrato Giovanni Falcone. Aveva detto all'amico figlio del boss "vediamoci sotto l'albero di quel fango di Falcone", dove il termine fango, tipico del palermitano, sta per "feccia". 

I tifosi palermitani non hanno mai perdonato queste parole e per questa ragione, alla notizia del ritorno in campo del giocatore con la maglia rosanera, hanno protestato scatenando una polemica sui social. Chi ha scritto "Palermo non ti vuole", chi ha postato foto di Falcone e Borsellino, chi ha minacciato di non andare allo stadio. Ma non le critiche non sono bastate a far cambiare idea al presidente Mirri.

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Calcio, Palermo, Italia
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