10:16 11 Dicembre 2019
Roberto Fico a Mosca

Prove di governo, spunta l'ipotesi Fico a Palazzo Chigi

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Italia
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Il PD cerca di sbloccare lo stallo con il M5S, che punta ad un Conte-bis, avanzando la proposta di Roberto Fico alla Presidenza del Consiglio.

E' a un punto morto il negoziato tra dem e cinquestelle per l'individuazione del nuovo governo. I pentastellati puntano a un Conte-bis, ma l'ipotesi non piace al PD, soprattutto alla componente più scettica sull'alleanza con il movimento. Il no a Conte proviene dall'area zingarettiana, legata al segretario del PD, dal primo momento contrario ad andare al governo con i pentastellati.  Renzi, Fassino e Minniti sarebbero più aperti all'ex presidente del consiglio, riportano fonti vicino ai dem.

Dall'altro lato, Conte blocca ogni possibilità di rimpasto, facendo sapere dal vertice del G7 che ritiene l'esperienza di governo con la Lega è definitivamente conclusa, mentre non ritira la disponibilità a continuare con il suo incarico di Presidente del Consiglio. Ma Zingaretti, nel faccia a faccia di ieri con Di Maio, ha espresso il suo no al Conte-bis, arrivando ad affermare che un cambio di premier servirebbe anche ad aumentare il consenso del M5S. Di Maio, però, sembrerebbe inamovibile, non è disposto a cedere neanche sul suo nome. L'ipotesi Di Maio Premier, già avanzata dalla Lega, non ha superato il placet dei pentastellati. 

Così, lo stato maggiore del PD riunito ieri a Roma, lancia una nuova offerta al movimento, che potrebbe risultare appetibile soprattutto alla sinistra del M5S: Roberto Fico. Ma i cinquestelle avevano già detto il loro no, considerando l'offerta come una "trattativa da prima repubblica" e un "modo per bruciare i ponti".

E proprio questo potrebbe essere il gioco di Zingaretti: far fallire le trattative e tornare alle urne. Il segretario del PD, assieme a Calenda, aveva immediatamente rifiutato la proposta di governo istituzionale di Renzi, poi diventata lodo Bettini, poi rilanciata da Romano Prodi come fronte Ursula.

Davanti all'intervento di Prodi, il PD è stato costretto ad ingoiare il rospo e ad accettare la linea dettata dall'ex premier Renzi. Zingaretti ha dettato le condizioni per l'alleanza di governo con i pentastellati: leale appartenenza all'UE, il pieno riconoscimento della democrazia rappresentativa, una nuova diversa stagione dello sviluppo fondato sulla sostenibilità ambientale, una "svolta" nell’organizzazione della gestione dei flussi migratori fondata sui principi di solidarietà, legalità e sicurezza e nuove ricette economiche con attenzione al lavoro all’equità sociale, territoriale, generazionale e di genere.

Le prossime ore saranno determinanti. E' probabile che ci saranno altri tavoli informali tra PD e M5S, in cui continueranno le trattative e verranno presi in considerazione tutti i nomi. Mentre il D-Day potrebbe essere lunedì o martedì. Nel caso in cui le consultazioni del Presidente Mattarella dovessero fallire, si ridarà la parola agli elettori. 

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M5S, PD, Italia
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