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01:29 12 Novembre 2019
Costruzione del Gasdotto Trans-Adriatico

Le grandi opere d’Italia, quelle sospese e quelle in realizzazione

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Le grandi opere, bloccate e non, sono uno dei temi centrali dell’opinione pubblica italiana e dei numerosi governi che si sono succeduti. Ecco una breve rassegna di alcune opere fondamentali del Belpaese.

La linea ferroviaria Torino-Lione

Forse uno dei progetti più controversi nella storia delle grandi opere in Italia è la linea ad alta velocità Torino-Lione (TAV) che ha visto anni e anni di critiche, manifestazioni, scontri e di posticipi. L’opera, ideata già negli anni 90 e in fase di progettazione/realizzazione dai primi anni 2000, consiste di una linea ferroviaria ad alta velocità per trasporto merci e passeggeri di 235 km che dovrebbe collegare Torino e Lione. 

Il nome con la quale viene identificata la linea è TAV (Treno ad alta velocità) anche se in realtà si tratta di una tratta percorribile a una velocità massima di 220km/h.

La realizzazione dell’opera viene attivamente contestata dal Movimento NO TAV che considera la linea un esempio di gestione inadeguata dei beni comuni, della spesa pubblica, del territorio e della politica.

Ad oggi la realizzazione della Torino-Lione è stata approvata dal governo italiano con una lettera del ministero dei Trasporti (non firmata dal ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli) inviata a Bruxelles nella quale si conferma il sì definitivo all’opera.

Il Gasdotto Trans-Adriatico (TAP)

Costruzione del gasdotto TAP
Costruzione del gasdotto TAP

Il commercio dell'energia decide senza ombra di dubbio anche gli equilibri geopolitici del futuro sia per l’Italia stessa che per l’UE. Il gasdotto TAP costituirebbe un'apertura diretta dell'Italia verso l'Asia e la regione del Caspio, una partita strategica, molto combattuta però dai NoTap e i sindaci delle zone interessate della Puglia, in particolare dal comune di Melendugno.

Il gasdotto ha un grande valore geopolitico, e viene considerato dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti come un’alternativa al gas della Russia, considerata da entrambi un monopolista nel settore dell’energia, e dunque come diversificazione delle fonti di approvvigionamento di gas.

Il TAP, dal valore di 4,5 miliardi di euro, fa parte del progetto del Corridoio Sud del Gas, che consente l'accesso al mercato europeo delle riserve di gas naturale del Mar Caspio. La capacità iniziale del TAP sarà di 10 miliardi di metri cubi di gas all'anno con la possibilità di essere raddoppiata.

La lunghezza del gasdotto è di 878 chilometri, di cui 550 chilometri attraverso il territorio della Grecia, 215 chilometri attraverso l'Albania, 105 chilometri nei fondali del Mar Adriatico ed 8 chilometri in Italia.

Il 17 maggio 2016 in presenza del premier greco Alexis Tsipras, il TAP ha celebrato l'inizio della costruzione dell'opera. Il 12 maggio in Italia nel rispetto dei termini TAP ha avviato i cantieri per la costruzione della parte italiana del gasdotto a Melendugno.

Il Ponte sullo stretto

I primi progetti di questo ipotetico ponte sullo Stretti di Messina risalgono al Regno di Borbone e all’Italia monarchica con ponti sospesi e ipotetici tunnel sottomarini.

Ma il progetto concreto, o almeno “l’impegno concreto”, per la realizzazione del ponte sullo stretto nasce nel 1969 con un concorso d'idee bandito dal Ministero dei lavori Pubblici.

Nel 1971 viene costituita Stretto di Messina S.p.A, futura concessionaria nel 1981 che sarà la responsabile per la progettazione, la realizzazione e l'esercizio dell'attraversamento stabile stradale e ferroviario tra la Sicilia e il Continente.

Il progetto viene rallentato e rimandato da Tangentopoli. Nell’ottobre del 1997 il Consiglio Superiore dei Lavori pubblici del primo governo Prodi approva all'unanimità il progetto di massima del ponte (ponte con campata unica sospesa di 3.300 m).

Berlusconi vince le elezioni del 2001 e fa inserire il ponte sullo stretto nella lista delle infrastrutture strategiche. Viene lanciata una gara d’appalto che viene vinta da Eurolink di Impregilo, che si impegna a realizzare il ponte in settanta mesi. Il secondo Governo Prodi quasi riesce e a ritirare l’appalto, ad annullare il contratto con Eurolink e a chiudere la società Stretto di Messina, ma con il ritorno di Berlusconi nel 2008 riprende l’impegno a realizzare il Ponte. 

A dicembre 2009 vengono avviati i cantieri sulla costa calabrese ma a oggi non si vede ancora alcun progresso.

I problemi sono molti, a partire da quelli tecnici-strutturali e ingegneristici a quelli ambientali. Il fatto è che si tratta di un progetto, dal punto di vista tecnico-ingegneristico, mai realizzato prima al mondo. Infatti il ponte realizzato in condizioni ambientali simili (su uno stretto con elevata attività sismica e forti venti) è il Yavuz Sultan Selim Bridge, completato nel 2016 a Istanbul, con una luce (la distanza tra i due elementi architettonici di congiungimento) pari a 1.408 metri. Il Ponte sullo Stretto dovrebbe essere lungo 3.300 metri, 2.3 volte più lungo del ponte carrabile e ferroviario più lungo del mondo. In ingegneria non si è mai visto un progresso di questo genere in così breve tempo.

© flickr.com /
Il ponte sullo stretto del Bosforo Yavuz Sultan Selim

Il problema dunque, a quanto pare, è che l’Italia avrebbe investito centinaia di milioni su un progetto impossibile nonostante con altre soluzioni tecniche si sarebbe potuto realizzare il collegamento già nel secolo scorso.

Non solo il paese delle “opere bloccate”

L’Italia però non è soltanto il “paese delle opere bloccate”, il “paese lumaca nelle realizzazioni delle opere” come i media, i politici e in generale l’opinione pubblica amano rimarcare. Come riportato sul portale ediltecnico.it, il Belpaese è “la prima nazione in Europa e la seconda al mondo per lunghezza complessiva di gallerie stradali e ferroviarie" con oltre 2.100 chilometri, superata solo dalla Cina.

L’Italia ha una sviluppatissima industria dedicata alla costruzione di tunnel e trafori con un fatturato complessivo di 15 miliardi di euro all’estero, mentre nel Belpaese il mercato dei lavori di tunnelling effettuati annualmente varia tra 1 e 1,5 miliardi di euro.

Tunnel
Tunnel

La Galleria di base del Brennero

Si tratta di un tunnel ferroviario che collega la città di Fortezza a Innsbruck in Austria con una lunghezza di 55 km. La linea si ricongiungerà alla circonvallazione di Innsbruck, raggiungendo dunque la lunghezza complessiva di 64 km, diventando in questa maniera il tunnel ferroviario sotterraneo più lungo del mondo.

Il tunnel che passerà sotto le Alpi fa parte di un progetto più ampio (nel quale dovrebbe rientrare anche il collegamento sullo stretto di Messina) nel cosiddetto asse ferroviario ad alta capacità Berlino-Palermo.

Gli scavi, iniziati nel 2008, sono finanziati da Reti Trans-Europee con il sostegno finanziario dell’Unione Europea. Il costo finale dell’opera dovrebbe raggiungere i 9,7 miliardi di euro.

Il tunnel sarà costituito da due gallerie a singolo binario a una distanza di 70 metri l’una dall’altra, e una galleria centrale di esplorazione geologica a 12 metri di profondità rispetto alle altre due, che a termine di lavori fungerà da tunnel di manutenzione e d’emergenza.

All’interno del tunnel i treni potranno viaggiare a una velocità di 200km/h riducendo così i tempi di percorrenza dagli attuali 80 minuti a 25 minuti. I lavori verranno completati nel 2027 e il tunnel entrerà in funzione nel 2028.

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Costruzione, Lavoro, Lavoro, Tecnologia
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