23:43 07 Dicembre 2019
Il segretario del Pd Nicola Zingaretti (foto d'archivio)

Passa la linea Zingaretti nel PD: governo forte o elezioni

© AP Photo / Antonio Calanni
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La direzione del Partito Democratico si è riunita a seguito delle consultazioni di domani mattina al Colle. È stato approvato all'unanimità l'ordine del giorno del segretario Nicola Zingaretti.

Questo pomeriggio il presidente della Repubblica Mattarella inizierà le consultazioni dopo le dimissioni di Giuseppe Conte e la fine del governo M5s-Lega. Il capo di Stato vedrà il senatore a vita ed ex presidente Giorgio Napolitano, dopodichè i presidenti di Camera e Senato, rispettivamente Roberto Fico ed Elisabetta Casellati. Domani toccherà invece ai partiti.

Dopo la fine del governo giallo-verde, la direzione dei Dem all'unanimità ha approvato l'ordine del giorno del segretario Nicola Zingaretti, dando il via libera alle trattative con i Cinque Stelle. Ma la "conditio sine qua non" per la nascita del nuovo esecutivo giallo-rosso è che deve essere un governo di legislatura: no a governicchi o governi di transizione. In caso contrario elezioni. Così si è espresso il segretario del PD in direzione: 

"La nostra proposta deve essere chiara, lineare trasparente per evitare a tutti coloro che tenteranno questo esperimento l’accusa di trasformismo. Nessuna confusa ammucchiata...Non credo in un governo di transizione che porti al voto. Sarebbe rischioso per i Democratici e anche per il Paese. Ora tocca a noi muoverci e indicare una strada. Dentro il percorso di consultazione dobbiamo dare la disponibilità se c’è la possibilità di una nuova maggioranza parlamentare in grado di dare risposte serie ai problemi del Paese". 

Zingaretti ha indicato cinque punti su cui fissare la trattativa:

  1. L’impegno e l’appartenenza leale all’UE per una Europa profondamente rinnovata, un’Europa dei diritti, delle libertà, della solidarietà e sostenibilità ambientale e sociale, del rispetto della dignità umana in ogni sua espressione;
  2. Il pieno riconoscimento della democrazia rappresentativa incarnata dai valori e dalle regole scolpite nella Carta Costituzionale a partire dalla centralità del Parlamento;
  3. L’investimento su una diversa stagione della crescita fondata sulla sostenibilità ambientale e su un nuovo modello di sviluppo;
  4. Una svolta profonda nell'organizzazione e gestione dei flussi migratori fondata su principi di solidarietà, legalità sicurezza, nel primato assoluto dei diritti umani, nel pieno rispetto delle convenzioni internazionali e in una stretta corresponsabilità con le istituzioni e i governi europei;
  5. Una svolta delle ricette economiche e sociali a segnare da subito un governo di rinnovamento in una chiave redistributiva e di attenzione all'equità sociale, territoriale, generazionale e di genere. In tale logica affrontare le priorità sul fronte lavoro, salute, istruzione, ambiente, giustizia.
    Evitare l’inasprimento della pressione fiscale a partire dalla necessità di bloccare con la prossima legge di bilancio il previsto aumento dell’IVA.

La linea è piaciuta all'ex premier dem Gentiloni.

Tema:
Crisi di Governo (77)
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