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20:07 22 Settembre 2019
Un golfo del Mar Mediterraneo nei pressi del Cipro

Allarme clima: nel 2100 il Mediterraneo salirà di quasi 60 cm

© AFP 2019 / Patrick Baz
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Secondo le ricerche effettuate dall’INGV il livello del Mar mediterraneo potrebbe salire di 20 cm entro il 2050 e di 57cm entro il 2100.

Ennesimo appello in tema di cambiamento climatico. A lanciare l’allarme, questa volta, è l’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) che ha voluto mettere in guardia tutti sul concreto rischio di un sensibile aumento del livello del Mar Mediterraneo con uno studio condotto dai ricercatori della Radboud University (Olanda) e della Sorbona (Francia).

I ricercatori hanno ipotizzato due possibili scenari per i prossimi 80 anni sulla base dei dati forniti da nove stazioni mareografiche poste nel Mediterraneo centro-settentrionale, che ne misurano il livello a partire dal 1888.

I calcoli hanno incluso anche gli effetti provocati dalla cosiddetta subsidenza, ossia il lento e progressivo sprofondamento del fondo di un bacino marino o di un'area continentale, grazie a dati GPS acquisiti negli ultimi 20 anni sulla fluttuazione naturale del livello marino, che è causata dalla variabilità climatica e agisce con periodi decennali.

“I risultati mostrano che nello scenario climatico RCP8.5, si potrà verificare entro il 2050 un aumento massimo del livello medio del mare di circa 20 cm mentre nel 2100 si potranno raggiungere i 57 cm circa. Nello scenario RCP2.6, meno critico del precedente, nel 2050 si potrà avere un aumento di 17 cm e nel 2100 di 34 cm”, evidenzia Marco Anzidei, ricercatore dell’INGV, coautore dello studio e coordinatore del progetto europeo SAVEMEDCOASTS (www.savemedcoasts.eu) che ha finanziato la ricerca.

Gli effetti di tali mutamenti nel livello del mare potrebbero avere gravi conseguenze, portando a una parziale sommersione di tratti più o meno ampi di costa nelle zone con il livello di subsidenza più alto.

"Ciò rappresenta un fattore di rischio per l'ambiente, per le infrastrutture e per le attività umane, come l’erosione e l’aumento dei rischi legati ad inondazioni, mareggiate e maremoti, con le conseguenti perdite economiche. Le istituzioni, a tutti i livelli di governance, devono tenere conto di queste proiezioni perchè sono fondamentali per affrontare in modo più consapevole la gestione delle nostre coste”, ha detto Marco Anzidei, uno degli autori dello studio.

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Cambiamenti climatici, clima
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