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16:06 22 Settembre 2019
Giuseppe Conte al vertice Ue a Bruxelles

Il discorso di Giuseppe Conte al Senato

© Sputnik . Alexey Vitvitsky
Italia
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Crisi di Governo (76)
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Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte parla della crisi di governo in diretta al Senato.

Oggi il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in seguito alla mozione di sfiducia ricevuta dalla Lega, tiene un discorso al Senato considerato cruciale da molti. Infatti dopo le sue dichiarazioni il premier potrebbe recarsi autonomamente al Colle per dare le sue dimissioni o essere sfiduciato.

“Ho chiesto d'intervenire per riferire sulla crisi di governo innescata dal ministro dell’Interno, che è anche leader di una delle due forze di maggioranza”, così ha iniziato il suo discorso.

"La decisione della Lega d'interrompere il governo è oggettivamente grave", ha dichiarato Conte durante il discorso.

Giuseppe Conte interviene al vertice a Bruxelles
© Sputnik . Alexey Vitvitsky
"La decisione è stata annunciata dopo aver incassato l'approvazione del decreto sicurezza bis. La decisione del tempo suggerisce l’opportunismo politico", ha sottolineato. 

"La crisi in atto compromette l’azione di governo, che qui si arresta. C’è gran bisogno di politica con la P maiuscola. Ogni giovane che parte e non ritorna è una sconfitta per il futuro del nostro paese", ha proclamato Conte.

"Ho sempre limpidamente sostenuto che in caso d'interruzione dell'azione di governo sarei tornato qui dove ho raccolto la fiducia inizialmente. Questo nasce dalla mia profonda convinzione che il confronto in quest'aula, franco e trasparente, sia strumento più efficace per buon funzionamento della nostra democrazia parlamentare".

Continua il presidente del Consiglio: “è pienamente legittimo per una formazione politica mirare a incrementare il proprio consenso elettorale”, e “affinché un sistema elettorale funzioni ogni partito è chiamato ad attuare una mediazione”.

“Quando però una forza politica si concentra solo su interessi di parte non tradisce solo vocazione più nobile della politica ma l’interesse nazionale”, ha affermato Giuseppe Conte riferendosi alla sfiducia votata dalla Lega.

“Bisogna essere consapevoli che sottoscrivendo contratto di governo si assumono diverse responsabilità nei confronti dei cittadini e dello Stato, che non si possono accantonare”.

Il premier ha dunque attaccato Salvini affermando che "ha inseguito interessi personali e di partito, ha compromesso l'interesse nazionale".

"Le scelte compiute e i comportamenti adottati dal ministro dell'Interno in questi giorni rilevano scarsa sensibilità e cultura costituzionale", ha continuato. "Caro Matteo, hai annunciato la crisi chiedendo i pieni poteri. Hai invocato le piazze. Questa tua concezione mi preoccupa".

Secondo il Presidente del Consiglio, "il governo ha lavorato intensamente fino all’ultimo giorno. Non è un governo del “no”.

"La vicenda russa merita di essere chiarita”, ha continuato il premier referendosi al caso del Russiagate.

Il 24 luglio il premier italiano Giuseppe Conte è intervenuto in aula al Senato riguardo il tema dei presunti fondi russi alla Lega.

“Se tu avessi accettato di venire qui al Senato per riferire sulla vicenda russa, una vicenda che oggettivamente merita di essere chiarita anche per i riflessi sul piano internazionale avresti evitato al tuo Presidente del Consiglio di presentarsi al tuo posto rifiutandoti per giunta di condividere con lui le informazioni di cui sei in possesso”, ha continuato riferendosi al cosiddetto caso Savoini.

Il Presidente del Consiglio ha dunque continuato con le critiche a Matteo Salvini, in particolare sull’uso dei simboli religiosi accanto a slogan politici: “Questa in verità non te l'ho mai riferita. Perché non riguarda i nostri compiti di governo”, ha dichiarato, sostenendo che “chi è al governo dovrebbe evitare di accostare simboli religiosi a slogan politici", specificando che questi gesti non dimostrano una libertà di "coscienza religiosa", ma piuttosto "incoscienza religiosa”.

“È un gesto di grave imprudenza istituzionale”, ha continuato riferendosi alla crisi avviata dalla Lega.

Il Presidente del Consiglio nel suo discorso ha reclamato le attività e il lavoro svolto durante il governo elencando moltissimi progetti che verranno rimandati a causa dello scioglimento delle Camere.

Infine ha ringraziato i cittadini per averlo sostenuto come “avvocato del popolo”, come lui stesso si era autonominato.

La mozione votata dalle Lega e la richiesta di calendarizzazione “mi impongono di terminare qui la mia esperienza di governo”.

“Intendo di completare questo passaggio istituzionale nella maniera più lineare, (...) intendo rassegnare nelle mani” del Presidente della Repubblica “le mie dimissioni da Presidente del Consiglio”.

Tema:
Crisi di Governo (76)
Tags:
Senato, Giuseppe Conte
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