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20:57 22 Settembre 2019

Svolta Open Arms, rotta verso la Spagna

© AP Photo / Francisco Gentico
Italia
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L'Ong sembra aver preso in considerazione l'offerta dell'Italia di essere scortata sino al porto di Minorca, dopo che il governo di Sanchez aveva offerto il porto delle Baleari.

Potrebbe essere a una svolta allo stallo sulla Open Arms, da 18 giorni in mare e da 5 nel porto di Lampedusa, aspettando l'autorizzazione di sbarco per i 104 passeggeri.

Dopo il rifiuto del porto spagnolo, Toninelli aveva aperto alla possibilità di far scortare la nave della ONG dalla Guardia Costiera italiana, per garantire una navigazione in sicurezza.

"Se davvero un accordo è stato trovato, è indispensabile che Italia e Spagna si assumano la responsabilità di garantire, mettendo a disposizione tutti i mezzi necessari, che queste persone finalmente sbarchino in un porto sicuro", dice la Ong, aprendo all'offerta del ministro Toninelli.

Aveva poi ribadito l'urgenza dello sbarco, per le condizioni psicofisiche in cui versano i migranti. “È urgente porre fine subito a questa situazione disumana inaccettabile che le persone che abbiamo salvato in mare sono costrette a vivere. L’Open Arms ha compiuto il suo dovere, quello di proteggere i diritti umani e di rispettare le Convenzioni internazionali e continuerà a fare il suo lavoro finché non verrà trovata una vera soluzione“.

Il rifiuto della proposta di Sanchez

Nei giorni precedenti la Open Arms aveva rifiutato il porto offerto da Sanchez, perché si diceva non in grado di navigare in sicurezza per 3 giorni, con condizioni del mare instabili, senza approvvigionamento di acqua e medicine, con passeggeri in condizioni psicofisiche precarie e con una emergenza sanitaria a bordo. 

“Con la nostra imbarcazione a 800 metri dalle coste di Lampedusa, gli Stati europei stanno chiedendo a una piccola Ong come la nostra, di affrontare 590 miglia e 3 giorni di navigazione, in condizioni metereologiche peraltro avverse, con 107 persone stremate a bordo e 19 volontari e volontarie molto provati che da più di 24 giorni provano a garantire quei diritti che l’Europa nega”, hanno comunicato stamattina. 

Il rifiuto della Ong aveva scatenato l'ira di Salvini, che aveva ribadito il suo 'no' categorico all'apertura dei porti. "Madrid ha aperto i porti, chi la dura la vince. Rifiutare la Spagna è inaccettabile - aveva dichiarato - Perché tutti in Italia e solo in Italia? Navi tedesche, norvegesi, tutte in Italia? Con porti spagnoli aperti? Con minorenni che non sono minorenni? Con malati che non sono malati? Siamo buoni sì, cristiani sì, ma fessi no".

Questa risposta ha innescato un battibecco con la Ong e una polemica con il governo spagnolo. "L'inconcepibile risposta delle autorità italiane, e in particolare del suo ministro dell'Interno Matteo Salvini, di chiudere tutti i suoi porti e le difficoltà esposte da altri paesi del Mediterraneo centrale, hanno portato la Spagna a guidare nuovamente la risposta alla crisi umanitaria" aveva comunicato Madrid, paventando anche un possibile ricorso all'Aja per violazione della Convenzione sul diritto marino. La risposta di Salvini era stata: "Chi la dura la vince. La Spagna ha aperto i porti. Non ho risposto agli insulti, alle minacce di morte. Si ragiona con calma e si lavora da ministro".

Tags:
Lampedusa, Spagna, Italia
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