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15:09 24 Agosto 2019
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Porti, ONG, TAR, ministri e decreti: quando non sai chi comanda e non lo saprai mai

© Sputnik / Alessio Trovato
Italia
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Alessio Trovato
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Ministro degli Interni contro Ministro della Difesa, TAR contro tutti, ONG che aprono porti chiusi, decreti sicurezza inutili, Hollywood in passerella, cittadini sbalorditi, sondaggi alle stelle… E quella domanda che non smette più di frullarti in testa: “Ma in Italia, chi è che comanda?”.

In teoria tutto sarebbe molto semplice. Ci sono i cittadini, che però hanno da lavorare ed altro a cui pensare, per cui delegano, votandoli, i loro rappresentanti al fine che siano questi, facendolo di professione, a curare i loro interessi. I rappresentanti (deputati e senatori) fanno le leggi e nominano a loro volta un Governo che, appunto, governare dovrebbe. Poi ci sono i giudici che semplicemente applicano le leggi votate dai deputati e senatori che avevano votato i cittadini all’inizio. Si potrà senz’altro dire che ovunque c’è quello che oggi si chiama il ‘Deep State’ ma, comunque, in linea generale, lo schema di solito funziona. Per lo meno possiamo dire con buona approssimazione che in tutta una serie di Paesi al mondo oggi se il popolo decide, facciamo un esempio, che i propri porti debbano restare chiusi all’immigrazione clandestina, ebbene quei porti, stranamente per noi, rimangono proprio chiusi.

Ma facciamo un esempio di questi Paesi che, beati loro, quando dicono NO è NO! Australia, la più famosa tra tutti, in cui c’è la politica del ‘Sovereign borders’ con tanto di propaganda ‘NO Way’ (vedi link e inserzione), ma anche Stati Uniti (addirittura il muro con il Messico), Canada, Russia, Cina, India e quant’altri. Paesi completamente differenti tra loro per politica, tradizioni e cultura ma, fateci caso, una gran cosa in comune ce l’hanno. Cosa?

Semplice – sono Paesi sovrani. Magari anche alleati tra loro in alcuni casi ma nessuno dice all’altro cosa deve fare. Per il semplice motivo che sono alleati PARITARI. Ecco, si può essere alleati, si può partecipare ad una coalizione politica o economica, e si può comunque essere sovrani a casa propria. Il problema del tipo di alleanze che legano invece l’Italia – NATO e UE tra tutte – consiste nel fatto che i nostri tipi di alleanza non sono per niente paritari. A noi non ci lasciano decidere se tenere i porti aperti o i porti chiusi, se tenerci o meno le basi militari con le testate nucleari, non ci fanno scegliere se fare o meno le sanzioni, quando, dove, come e a chi. Noi dobbiamo seguire gli indirizzi altrui. Se proviamo a fare di testa nostra ecco che ci mandano le star di Hollywood ad ammiccarci sensi di colpa, incoraggiano le ONG estere, ci ricattano con il movente ‘umanitario’, ma soprattutto, ci mettono gli uni contro gli altri per il trionfo del ‘divide et impera’ che non ci porta mai da nessuna parte.

Nel frattempo, la sindrome ‘Murignho’, quella dell’uomo solo contro tutti, esalta Salvini e lo porta ad essere la star politica del momento. Ma il sospetto è che anche questo sia calcolato. Se lo lasciano crescere nei sondaggi si vede che gli va bene così. Probabilmente (ipotesi ovvio, cos’altro possiamo fare?) l’immigrazione clandestina non è nient’altro che un elemento di instabilità ulteriore da introdurre nel nostro Paese al solo fine di indebolirci e tenerci più facilmente sotto controllo. Sono anni che vediamo crisi indotte per approfittare dell’instabilità politica e meglio gestire il controllo. D’altra parte arrivati a questo punto cos’altro possiamo oramai pensare? In 13 giorni in mare arrivavi fino in Canada anche con una carretta come la Open Arms, per arrivare in Spagna ne bastavano 4. Altro che porto vicino più sicuro, altro che TAR, Richard e tutte le cretinate varie. Ditemi se non c’è una chiara strategia sotto. Ditemi voi cosa dobbiamo pensare.

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