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10:45 24 Agosto 2019
La regione italiana di Sicilia

Invasioni di alga tossica sulle coste del Sud Italia

CC BY 2.0 / Tommie Hansen / Viewpoint at Favignana Island, Sicily (Italy)
Italia
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La presenza dell’alga tropicale ostreopsis ovata ha interessato diverse coste del Sud Italia quest'estate. Gli ultimi allarmi in Puglia e Sicilia con la chiusura di alcune spiagge.

Sul litorale di Bari da Arpa Puglia sono state condotte delle analisi che hanno evidenziato la presenza dell’alga sia nella zona nord che a Santo Spirito (centro) e nella costa meridionale. 

Secondo il centro le concentrazioni dell’alga tossica sono altissime, tanto che la si può definire un’invasione. Arpa Puglia sconsiglia “lo stazionamento lungo le coste rocciose durante le mareggiate" e "il consumo a scopo alimentare di organismi quali, ad esempio, i ricci di mare”. Questi ultimi a causa “della loro eco-biologia (brucano sulle alghe) potrebbero potenzialmente accumulare la tossina”.

In Sicilia l’Arpa alcuni giorni fa ha introdotto il divieto di balneazione a Sferracavallo e Barcatello, due coste rocciose di Palermo. Lo stesso è stato fatto per un altro litorale, quello di Vergine Maria, a fine luglio.

Da dove viene?

La Osteopsis ovata è un’alga unicellulare di origine tropicale. È stata scoperta nelle acque della Nuova Caledonia, della Polinesia francese e delle isole Ryukyu in Giappone. Negli ultimi decenni si sta diffondendo in tutti i mari caldi grazie alle navi: infatti, si nasconde negli scafi. È stata identificata la prima volta sulle coste della Toscana negli anni ‘90 espandendosi poi a macchia d’olio su tutti i litorali italiani: Liguria, Lazio, Abruzzo, Marche, Sicilia, Puglia e Friuli.

Perché prolifera nei nostri mari?

I nostri mari, già caldi di per sé, negli ultimi anni tendono a vedere un incremento delle temperature, specialmente nelle zone portuali e rocciose, con correnti deboli o assenti, caratterizzate da barriere frangiflutti o naturali. Un altro fattore che favorisce la “fioritura algale”, ovvero l’incremento improvviso di alghe in una zona del litorale, è la presenza di sostanze come azoto e fosforo, scaricati in mare da fiumi inquinati.

Che tipo di malesseri provoca?

La presenza dell'alga può provocare malesseri per l'organismo di tipo simil-influenzale, tra cui febbre, irritazioni e faringiti. La sintomatologia riscontrata colpisce prevalentemente i soggetti predisposti quali gli allergici e gli asmatici. Ma in casi d'iperconcentrazioni (si parla di 300mila cellule per litro sul fondale marino, e di 30mila cellule per litro in colonne d’acqua) allora le autorità procedono alla chiusura delle spiagge con l’introduzione di un bollino rosso d’allarme. In caso d'intossicazione bisogna allontanarsi dalle zone interessate e attendere la scomparsa della sintomatologia che purtroppo può perdurare fino a un paio di giorni.

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