08:06 16 Dicembre 2019
Il Senato italiano

Esclusiva, Eugenio Comincini, PD: Vogliamo un governo che governi

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Il 13 agosto il Senato ha votato contro la proposta della Lega (appoggiata da FI e da Fratelli d’ Italia) di votare subito la sfiducia al Premier Giuseppe Conte e “dare la parola al Popolo”.

E’ passata l’agenda di 5 stelle–PD. Il senatore Eugenio Comincini, PD, subito dopo le votazioni al Senato ha rilasciato una intervista esclusiva a Sputnik Italia sulla situazione attuale.

— Ho sentito la conferenza stampa di Matteo Renzi. Quindi il PD vuole unirsi con 5 stelle e creare un nuovo governo? Avete “bloccato” Salvini che voleva aprire la crisi di governo immediato?

Il PD non vuole unirsi ai 5 stelle o fare un accordo con loro. C’è piuttosto grande preoccupazione per il futuro del Paese e i rischi al quale va all’incontro. Se si volesse votare subito, non ci sarebbero i tempi tecnici per fare la manovra di bilancio. E sarebbe quindi inevitabile l’aumento dell’Iva, che salirebbe al 25%, facendo deprimere i consumi, calare la produzione e mandare il Paese di nuovo in recessione. Ciò perché le clausole di salvaguardia sui nostri conti pubblici, definite qualche anno fa con l’Europa e che hanno visto di anno in anno i diversi governi intervenire per far si che non scattassero, rappresentano una tagliola: per evitare l’aumento devi mettere a bilancio i equivalenti all’aumento di gettito dovuto all’Iva. Se quest’anno non venisse fatta per tempo la manovra di bilancio e non venissero reperiti 23 miliardi di euro, allora - per effetto dell’ultima Finanziaria fatto dal governo Lega-5 Stelle, che ha operato molto in deficit e che ha fatto aumentare il valore delle clausole di salvaguardia - dal 1° gennaio ci troveremmo con l’Iva ordinaria al 25% e quella agevolata al 13%. Significa mandare il  Paese in recessione sicura, perché si frenano i consumi, frenandosi i consumi si spegne la domanda e quindi la produzione, licenziamenti e si va in recessione.

Il senatore PD Eugenio Comincini
© Foto : Pagina FB
Il senatore PD Eugenio Comincini

— Non ho capito, se si va a votare subito non si può evitare l’aumento dell’Iva?

— La legge di bilancio prevede che per il 15 ottobre si trasmetta alla Commissione Europea il DEF (documento di economia e finanza) con i contenuti principali della manovra di bilancio che si vuole attuare. Entro il 30 ottobre la legge di bilancio va presentata alle camere. Votando ad ottobre non ci sarebbe tempo utile per una legge di bilancio e l’IVA, come detto, aumenterebbe automaticamente. 

— Ma se vanno subito alle urne, magari riescono? 

— I tempi sono questi. Il 20 agosto Conte va al Senato, e probabilmente si apre la crisi, ma poi il Presidente Mattarella deve tenere le consultazioni, che impegneranno almeno qualche giorno. E se si rende conto che non c’è possibilità di fare un governo, le camere vengono sciolte . Nella più ottimistica delle ipotesi, per votare in fretta, alla fine di agosto. Le elezioni vanno indette da quaranta a sessanta giorni dopo lo scioglimento delle Camere. Ma le regole per il voto degli italiani all'estero impongono che le elezioni non avvengano prima di sessanta giorni: facciamo quindi sessanta giorni, e arriviamo alla di fine ottobre. Poi ci vogliono 3 settimane per la prima convocazione delle Camere, e saremmo già al 21 ottobre. 

Bisogna prima eleggere i presidenti di Camera e di Senato e poi il Presidente della Repubblica può indire le consultazioni per la formazione del nuovo governo, diciamo a novembre. L’ultima volta, senza una maggioranza certa in Parlamento, ci sono voluti 3 mesi per formare un governo di coalizione. Quindi, anche con una crisi lampo, una manovra di bilancio non può essere realizzata in così breve tempo. Io dico che comunque i tempi della crisi saranno più larghi di quello che abbiamo ipotizzato sopra.

 

— Quindi in realtà può essere che si slitti anche fino a metà dicembre o proprio alla fine dell’anno, quindi non hanno tempo di fare qualcosa?

— Il rischio è altissimo ed io non escludo che Salvini possa aver fatto i conti anche per far aumentare l’Iva perché, in caso di elezioni immediate e nell’ipotesi che lui vincesse, alla fine non dovrebbe bruciare 23 miliardi per una cosa del genere, e potrà usarli per il suo abbattimento delle tasse. Non escludo che abbiano ipotizzato anche un’operazione del genere.

Avesse operato per andare al voto subito dopo le elezioni europee o all’inizio dell’estate, avrebbe probabilmente comunque vinto le elezioni, ma avrebbe avuto il tempo necessario per fare la manovra di bilancio come più gli piaceva, e di stabilizzare l’Iva. Se non l’ha fatto… Se aveva il tempo necessario per fare questa operazione, perché non ha deciso diversamente? Come detto, forse potrebbe fargli comodo vedere alzata l’IVA e usare 23 miliardi per le sue alternative operazioni di finanza pubblica. Ma con effetti devastanti.

Quindi: la questione di fondo è quella di salvare il Paese da quest’aumento poderoso dell’IVA che porterebbe l’Italia in recessione…

— Quindi 23 miliardi è il costo dell’aumento dell’Iva?

— 23 miliardi sono le risorse da trovare per non fare aumentare l’Iva.

È chiaro inoltre che se Salvini stravince le elezioni, come è oggi probabile, questo gli farebbe prendere tutto. Lui l’ha dichiarato l’altro giorno: “Se vinco le elezioni approvo una manovra per non fare alzare l’Iva e per abbattere le tasse al 15%”. Se uno fa due conti saremmo di fronte ad una manovra da almeno 60 miliardi. Ora sappiamo bene che una manovra da 60 miliardi non può essere fatta se non con un deficit che potrebbe valere il 4,5 o il 5% del Pil, il che vuol dire scontrarsi immediatamente con l’Europa, portare il debito al 140%, aumentare lo spread. Equivale a dire che a quel punto il Paese si pone nella condizione di uscire dall’euro, con tutte le conseguenze del caso.

Io credo che non si tratti quindi di dover fare un Governo con i 5 stelle, ma di dover mettere in piedi una possibilità di un governo aperto alle forze che vogliono salvare il Paese da questa deriva salviniana, per poter appunto impedire che questo progetto scellerato si attui e garantire  invece all’Italia altre riforme nell’ottica di un rapporto sano con l’Europa, non conflittuale ma da rivedere, che non ci veda in contrapposizione con l’Unione Europea, ma che invece - con un dialogo serrato, corretto, serio - possa permettere al Paese di avere quei margini necessari per poter fare le operazioni di cui l’Italia ha bisogno: un abbattimento sostenibile delle tasse, far ripartire gli investimenti, perché abbiamo bisogno di opere pubbliche che generano lavoro, che generano attività per le imprese e che generano anche migliori condizioni per i nostri cittadini. Io credo che su queste due basi si possa aprire un confronto tra le forze politiche per dar vita a un governo “istituzionale” o “del presidente”: ognuno usi il termine che vuole, ma non hanno importanza le etichette. Serve un governo che governi.

— Quindi ha detto che voi volete salvare l’Italia dalla crisi, ma le uniche forze che possono fare questo in questo momento senza elezioni sono appunto la vostra alleanza con i cinque stelle?

— Il segretario del nostro partito e i segretari degli altri partiti, una volta aperte le consultazioni da parte del Presidente della Repubblica, si parleranno. Io non escludo che ci sia anche una scomposizione dello scenario politico attuale, che ci sia qualcuno che possa ricollocarsi e fare valutazioni diverse rispetto a quelle che si stanno facendo ora nei rispettivi gruppi. Quindi attendiamo. Prima che si sfiduci questo governo, poi attendiamo che il presidente della Repubblica apra le consultazioni. Lasciamo che la politica e il Parlamento - che resta centrale nella nostra democrazia, come il voto di oggi sul calendario dei lavori ha dimostrato - possano esprimersi e vediamo se ci sono condizioni per poter fare quel governo con gli obiettivi di cui ho parlato prima. Oppure, se non ci sono queste condizioni, è chiaro che si dovrà andare al voto.

— Quindi potete essere tranquilli fino 20 agosto? Andare in vacanza? Non succede niente?

— Non è detto. Vediamo se Salvini fa qualche altra mossa: potrebbe dimettersi lui, si potrebbero dimettere i ministri della Lega. Può accadere di tutto in questo Paese.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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PD, Intervista
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