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20:01 22 Agosto 2019
 Un orso

La caccia a M49 non ferma gli orsi, avvistate 7 nuove cucciolate in Trentino

© Sputnik . Vitaly Ankov
Italia
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Gli orsi continuano a far parlare di sè in Trentino: mentre si dà ancora la caccia all'orso M49 "Papillon" scappato quasi un mese dal recinto dov'era rinchiuso, nei boschi sono state avvistate sette nuove cucciolate.

Negli ultimi due mesi sono state registrate diverse segnalazioni di orse accompagnate da cuccioli. Secondo il servizio forestale della provincia autonoma di Trento, potrebbero essere da cinque a sette le nuove cucciolate che ripopolano i boschi della regione. Gli avvistamenti interessano la Val di Tovel, la Val di Non, la Val Rendena, il Brenta meridionale e il monte Bondone.

 

Inoltre sono stati segnalati anche diversi giovani orsi, esemplari di circa un anno,  nelle zone di Arco, Molveno e Stenico. Secondo alcune analisi condotte sui campioni organici raccolti nella zona degli avvistamenti, si potrebbe trattare dei cuccioli di KJ1. I "cuccioloni" non hanno mostrato affatto un atteggiamento aggressivo, al contrario sono stati definiti "confidenti".

Per questa ragione le squadre d'emergenza, hanno dovuto ricorrere a metodi dissuasori, con cani e pallettoni di gomma, per far fuggire i giovani orsi. E' necessario che i plantigradi non si abituino alla presenza umana, perché potrebbero diventare problematici. Quindi, in caso di avvistamento, precisa il Servizio Foreste, è meglio evitare di restare nelle vicinanze dell'esemplare

​Ripopolamento degli orsi

In Italia ci sono 100 orsi e 120 orsi bruni, per lo più distribuiti in Abruzzo, dove vive l'orso marsicano, e Trentino. Il ripopolamento dei boschi con gli esemplari di plantigradi è costato ai contribuenti 1 milione e 289 mila euro. Raramente l'orso attacca l'uomo, solo se si sente attaccato, mentre gli allevatori denunciano razzie contro i loro animali. 

Nel caso di M49, l'orso ribattezzato Papillon dal ministro Costa avrebbe arrecato danni per 20 mila euro. La Lav e le altre associazioni animaliste, denunciano che questa sia la ragione della sua condanna a morte, decretata dal presidente Fugatti, e hanno persino presentato una domanda di grazia al presidente della Repubblica Mattarella. 

Papillon era riuscito a scappare dalla trappola in cui era caduto, la notte tra il 14 e il 15 luglio scorso, abbattendo 4 barriere e diversi recinti elettrificati. Fugatti aveva dato ordine di cattura e addirittura di abbattimento, in caso di avvicinamento dell'orso ai centri abitati. Ordine contro cui si erano rivoltati non solo le organizzazioni animaliste, ma anche il ministro dell'Ambiente Sergio Costa, che aveva espresso chiaramente la sua contrarietà all'abbattimento, tema che non può essere preso in considerazione, secondo il ministro che ha poi inaugurato una campagna per salvare l'orso bruno M49, ribattezzato Papillon.

 

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Tutela dell'ambiente, Ambiente, Italia
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