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11:28 24 Agosto 2019

Open Arms, altre 39 persone riscattate dalle acque nella notte

© AP Photo / Olmo Calvo
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L'organizzazione spagnola Proactiva Open Arms rende noto che nella notte la sua imbarcazione ha effettuato un'operazione di salvataggio, riscattando dalle acque 39 persone.

Lo riferisce il direttore della ONG, Oscar Camp, che riferisce anche che la nave si trovava in acque internazionali al momento dei soccorsi. Per il momento la provenienza e la composizione delle persone soccorse non è stata comunicata.

Il caso Open Arms

Il salvataggio è avvenuto mentre l'imbarcazione e è ferma da dieci giorni, con 120 persone a bordo, in attesa che venga autorizzato lo sbarco. La nave era andata in soccorso di 55 migranti la notte tra l'1 e il 2 agosto e in seguito aveva raccolto 68 persone. Tra i passeggeri due donne incinta, due neonati e altri 32 minori, alcuni dei quali con segni di torture. Per ragioni mediche l'Italia ha consentito lo sbarco delle due donne in gravidanza. 

Migranti a bordo della nave Aquarius delle ONG SOS Mediteranee e Medici senza frontiere
© REUTERS / Kenny Karpov/ SOS Mediteranee
L'Italia aveva immediatamente negato lo sbarco e il ministro dell'Interno Salvini aveva firmato il divieto di ingresso e transizione in acque territoriali. Di fronte al divieto la ong ha detto che non sarebbe entrata in porto, anche se aveva indicato in Lampedusa il POS più vicino, e ha chiesto alle autorità competenti l'autorizzazione a sbarcare nel porto più vicino.

Da allora è stato uno scarica barile da parte dei paesi mediterranei. Malta ha negato l'autorizzazione a sbarcare, così come Pedro Sanchez, il premier spagnolo, ha fatto sapere che "la Spagna non può farsi carico dell'irresponsabilità degli altri paesi nella propria area di salvataggio". Sanchez, che all'inizio del suo mandato aveva dimostrato una predisposizione ad aprire i porti alle navi delle ONG, ha fatto drastica retromarcia sulle politiche dell'accoglienza. 

Proprio sulla ong Proactiva Openarms, pendeva il divieto a non lasciare il porto. Nel mese di gennaio governo aveva proibito alla nave di Open Arms di salpare. L'imbarcazione è rimasta ferma per sei mesi nel porto di Barcellona, finché a fine giugno non ha deciso di riprendere l'attività a suo rischio e pericolo, prendendo il largo verso il Mediterraneo. Il ministro dello Sviluppo, José Luis Ábalos, da cui dipende la Direzione della Marina Mercantile, ha fatto sapere in una lettera inviata alla ong lo scorso 27 luglio, che la "pretesa di riprendere i salvataggi" implicava una infrazione sanzionabile con una multa dai 300 mila sino ai 900 mila euro in caso di ritorno in un porto spagnolo. 

Questa attitudine del governo ha generato indignazione fra l'opinione pubblica, che si è prodigata in appelli per accogliere gli ormai 150 naufraghi a bordo della nave nei porti spagnoli. Intellettuali, scrittori, artisti sostengono che quella di Sanchez non sia la risposta giusta al governo italiano. 

Anton Losada, scrittore e intellettuale spagnolo, in un video su twitter, manda un messaggio a Sanchez, in cui dice: "La mancanza di empatia del governo di Pedro Sanchez, che non si interessa alla sorte dei naufraghi dell'Open Arms, mi sembra un'autentica vergogna. So che quello di Salvini è un abuso e non possiamo permettere che dica queste cose. Ma io dico che ci sarà un'alto modo di insegnarli la lezione che non implichi giocare con la vita e il futuro di esseri umani abbandonati al loro destino nel Mediterraneo. Governare è qualcosa di più che calcolo e marketing. Governare deve essere ed è, prima di tutto, una questione di principio". 

I paesi chiamati in causa hanno subordinato l'autorizzazione allo sbarco all'impegno dell'Unione Europea a redistribuire in maniera equa i naufraghi fra i vari paesi. Ma sinora l'Europa non è intervenuta, lasciando di fatto la questione al braccio di ferro fra i paesi coinvolti. 

​La solidarietà internazionale

Alcuni vip non hanno fatto mancare la solidarietà alla ong. Ieri ha fatto molto clamore la presenza di Richard Gere a bordo della nave, che ha lanciato un appello affinché venga trovata al più presto una soluzione e le 121 persone, ormai a rischio sanitario e con i viveri quasi terminati, vengano soccorsi e ricollocati dai paesi europei. Anche Chef Rubio non ha fatto mancare la sua solidarietà. 

Salvini ironizza sulla visita del famoso attore hollywoodiano sui social, con un tweet. "Spero che si abbronzi e di trovi bene, scrive. E poi suggerisce di "far sbarcare i 120 immigrati a Ibiza o Formentera". 

​La Ocean Viking

I problemi per l'Europa non arrivano mai da soli, è il caso di dire. Un'altra nave ha effettuato un salvataggio nelle scorse ore, la Ocean Viking di Medici Senza Frontiere e SOS Mediterranee. 

Con un'operazione durata due ore nelle acque di Search and Rescue a 60 miglia nautiche dalle coste della Libia, la nave è andata in soccorso di un gommone che trasportava 85 persone, tra cui 4 bambini. Una storia infinita a cui l'Europa volge le spalle, venendo meno a quello che è uno dei pilastri dell'edificio comunitario: la cooperazione nella sicurezza e accoglienza. 

Tags:
Spagna, Mediterraneo, Italia
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