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13:00 24 Agosto 2019
Auto della polizia italiana

Ucciso Diabolik, capo ultrà storico della Lazio

CC BY 2.0 / Sv1ambo / Alfa Romeo 159 & BMW 3 Series - Polizia di Stato
Italia
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È giallo sulla morte di Fabrizio Piscitelli. Nome di battaglia Diabolik, capo ultrà storico della Lazio, ucciso ieri pomeriggio, poco prima delle 19, nel parco degli Acquedotti a Roma.

Forse un agguato. I testimoni parlano di un uomo vestito da runner che si sarebbe avvicinato alla panchina su cui sedeva il Piscitelli, la stessa in cui venne girata una famosa scena de La Grande Bellezza, e avrebbe sparato a bruciapelo, tra il collo e l'orecchio della vittima, morta sul colpo.

Il killer ha sparato con una calibro 7.65 ed è scappato mescolandosi alla folla. La polizia scientifica sta rilevando le impronte, mentre sono tante le testimonianze. Molte delle quali riferiscono di una terza persona. Un testimone parla di un uomo seduto accanto a Piscitelli: "Fabrizio era seduto sulla panchina insieme a una persona. Una terza li ha sorpresi e ha sparato". Un altro testimone parla di un terzo uomo che aspettava il killer, dietro la curva. 

Alla notizia dell'omicidio del capo ultrà, tantissimi tifosi della Lazio hanno raggiunto via Lemonia. Vi sono state tensioni con i giornalisti che stavano sul posto, con cui il mondo delle tifoserie non ha mai avuto buoni rapporti. Alcuni facinorosi avrebbero gridato insulti ai cronisti, intimandoli a spegnere le telecamere e andarsene. 

Le indagini

Un omicidio che non ha nulla a che vedere con lo sport. A condurre le indagini è la DDA di Roma, i magistrati della direzione distrettuale antimafia. Piscinelli aveva precedenti per traffico di droga internazionale, aveva legami con i cartelli colombiani e con la 'drangheta calabrese.

In questa direzione si muovono le indagini e gli inquirenti non hanno dubbi che l'esecutore materiale sarà rintracciato prontamente, vista anche la presenza numerosa di telecamere al parco degli Acquedotti. 

Una zona sicura e strettamente controllata, ma che ha come sfondo il quartiere Tuscolano, in cui si muoverebbero le trame del malaffare dentro cui potrebbe collocarsi questa vicenda. 

Il passato di "Diabolik"

Piscitelli, 53 anni, capo storico degli irriducibili della Lazio, era stato arrestato nel 2013 per traffico di droga, dopo una breve latitanza. In quell'occasione, nel suo covo, vennero sequestrate diverse armi. Nel 2015 subì la confisca del suo patrimonio, per 2 milioni di euro - in seguito gli verrà restituita una villa - e condannato a 3 anni e mezzo per la tentata scalata alla Lazio, contro Lotito. Legato ad ambienti di estrema destra, in particolare all'ex Nar Massimo Carminati, coinvolto nello scandalo Roma Capitale, era stato considerato il capo del battaglione di Ponte Milvo. Gli irriducibili, di cui era il capo, in passato si sono resi protagonisti di episodi allo stadio che avevano suscitato polemiche, spesso a sfondo antisemita.

Tags:
mafia, Calcio, Roma, Italia
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