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19:31 22 Agosto 2019

La Cassazione sui 49 milioni della Lega: prescrizione per Bossi e Belsito

CC BY-SA 3.0 / Wikipedia / Sergio D’Afflitto
Italia
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Confermata la confisca dei 49 milioni usati da Bossi per le spese della propria famiglia.

È arrivata martedì la decisione della Corte suprema di Cassazione sullo scandaloso caso di frode su larga scala da parte del fondatore della Lega, Umberto Bossi. È stata confermata la confisca dei 49 milioni di euro dai fondi del partito a favore dello stato, mentre Bossi e il suo tesoriere, Francesco Belsito, sono stati condannati in appello.

Per quanto riguarda quest'ultimo, Belsito resta responsabile per appropriazione indebita di fondi, in relazione alla quale il suo caso è nuovamente rinviato alla Corte d'Appello di Genova.

Lo scandalo dei rimborsi elettorali

Lo scandalo giudiziario iniziò nel 2012 con una dichiarazione di un militante della Lega che chiedeva chiarimenti su degli investimenti del partito in diamanti in Tanzania e conti offshore a Cipro. È così che sono apparse le spese della famiglia di Bossi fatte con fondi statali dei rimborsi elettorali, ottenuti tra il 2008 e il 2010, falsificando rendiconti e bilancio.

Si è scoperto, in particolare, che questi fondi sono stati attivamente utilizzati a scopi personali da membri della famiglia Bossi e dai suoi stretti collaboratori e parte del denaro è stato trasferito all'estero, anche a Cipro e in Tanzania. 

Questo scandalo fu la fine della carriera politica del fondatore della partito leghista. Nell'aprile 2012, Bossi fu costretto a dimettersi, così come i suoi più stretti collaboratori, e la maggior parte dei suoi più stretti sostenitori furono gradualmente ricollocati a ruoli di terzo ordine. 

Cosa succederà adesso?

La conferma della confisca di 49 milioni di euro dai fondi della Lega a favore dello stato si applica alla nuova leadership del partito, che da giugno 2018 è membro della coalizione di governo ed è ora la forza politica più popolare in Italia. L’attuale rappresentanza della Lega adesso dovrà depositare nel tesoro i fondi rubati dai suoi predecessori. Tuttavia, a settembre dell'anno scorso, gli avvocati del partito sono riusciti a raggiungere un accordo con la procura secondo cui la Lega restituirà la somma a scaglioni in rate da 100 mila euro a bimestre, quindi per 600.000 euro l’anno. Pertanto, la compensazione per i fondi rubati dovrebbe richiedere circa 80 anni.

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Scandalo, Lega
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