01:28 10 Dicembre 2019
Il Palazzo Montecitorio

Le reazioni all’approvazione del decreto sicurezza bis

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Dopo tante discussioni che hanno tenuto Salvini sulle spine fino all'ultimo, il decreto sicurezza bis è stato approvato, ma continua a far infiammare i social.

Il fatidico decreto sicurezza bis, fortemente voluto da Salvini, sul quale era stata posta la questione della fiducia al governo, alla fine è passato. C’era il rischio che il governo cadesse a causa dei numeri che non garantivano la fiducia, infatti anche al PD c’erano alcuni "dissidenti" dei Cinque Stelle che volevano opporsi al decreto, ma hanno poi cambato decisione in aula.

Secondo i media e i social sono cinque i senatori M5S a essersi opporsi al decreto sicurezza bis, Elena Fattori, Matteo Mantero, Paolo Nugnes, Gregorio De Falco, Virginia La Mura.

In particolare questo utente ha pubblicato l’elenco dei nomi con le foto in allegato.

​L’account ufficiale su Twitter di Amnesty Italia sostiene che il decreto “non migliora la sicurezza di nessuno”.

​C’è chi paragona il decreto sicurezza bis alle leggi razziali introdotte nel nell’Italia fascista del 1938. Non si spiega però in che maniera con il decreto “si stanno rasentando quelle leggi”.

​“Per restare umani è necessario non rimanere inermi”, scrive l’associazione di difesa dei migranti Baobab Experience su Twitter

​Anche le ONG hanno espresso la loro, con Mediterranea che ha lanciato il messaggio “da oggi siamo disumani”.

​Salvini ha commentato a caldo il voto su Twitter:

​Il senatore della Lega Paolo Ripamonti ha acclamato l'approvazione del decreto con un selfie di gruppo direttamente dal Senato.

​Cosa prevede il decreto

Il decreto sicurezza bis prevede il divieto per le navi che soccorrono i migranti d'ingresso nelle acque territoriali italiane, con possibilità di multe salatissime (da 150 mila euro fino ad arrivare a un milione di euro per il capitano della nave) e confische per chi viola la disposizione. 

Pene più severe per incidenti durante manifestazioni pubbliche e maggiori tutele per le forze dell'ordine. Il decreto introduce nuove norme e reati per chi, nel corso di manifestazioni in luogo pubblico, utilizzi, “in modo da creare concreto pericolo a persone o cose - razzi, fuochi artificiali, petardi od oggetti simili, nonché facendo ricorso a mazze, bastoni o altri oggetti contundenti o comunque atti a offendere".

Si estende il cosiddetto Daspo (Divieto di accesso a manifestazioni sportive) in modo d'incrementare il controllo sugli accessi agli stadi e ai varchi di accesso agli impianti. In particolare è stato modificato il codice antimafia per consentire il fermo anche a coloro che risultino gravemente indiziati per delitti commessi durante manifestazioni sportive.

Infine è previsto lo stanziamento di maggiori risorse finanziarie alle forze di polizia, forze armate, vigili del fuoco e personale del ministero dell’Interno.

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