19:23 10 Dicembre 2019
Daniele Garcia Di Meo

Grazie Stenin! La fotografia come azione sociale negli scatti di Danilo Garcia Di Meo

© Foto : Sky Italia - Daniele Cruciani
Italia
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La fotografia come strumento di azione sociale. Vite non viste, per paura che la loro fragilità aprisse uno squarcio sulla propria. Vite ribaltate dall'obiettivo, fino a diventare un grido di forza contagioso. Questo è per il fotografo italiano Danilo Garcia Di Meo il lascito più grande del fotoconcorso Andrey Stenin.

Sono passati cinque anni dall’uccisione del fotocorrispondente di MIA ROSSIYA SEGODNYA Andrei Stenin. Andrei, come il fotografo italiano Andrea Rocchelli, ha perso la vita inseguendo il suo obiettivo professionale di mostrare al mondo la verità sul conflitto nel Donbass. La sua memoria è viva ogni anno grazie al concorso fotografico che porta il suo nome, e sta per svelare i vincitori della quinta edizione, a cui hanno preso parte 6000 lavori da 90 paesi.

Negli anni scorsi l’estro dei fotografi italiani è stato più volte premiato dalla giuria dello Stenin, che ha dato visibilità a lavori mai banali e vicini ad aspetti della realtà lontani dalle prime pagine dei giornali, ma presenti nella vita di molte persone più vicine a noi di quanto sembra.

E’ il caso di Danilo Garcia Di Meo, premiato nel concorso Stenin nel 2016 e 2017 con due serie fotografiche dedicate alle vita di Letizia e Ambra, due ragazze che nonostante degli handicap fisici le rendano invisibili agli occhi della gente comune, vivono appieno la loro vita, non rinunciando ad esprimere la loro personalità. Sputnik  Italia ha intervistato Danilo, che ripercorre la sua esperienza al concorso Stenin ed annuncia un possibile ritorno con un nuovo progetto per l'edizione 2020.

Tu sei stato premiato nel concorso Stenin nel 2016 e 2017 con due serie fotografiche dedicate alle vita di Letizia e Ambra, che esprimono la loro personalità al di là dei limiti a cui le costringono i rispettivi handicap fisici. Perchè avevi scelto di partecipare al concorso con questi lavori?

Ho partecipato alle due edizioni dello Stenin nella sezione "Eroi del nostro tempo" perché le storie di Letizia e di Ambra mi sembravano rappresentare esattamente questa traccia molto particolare. Il sottotitolo del racconto fotografico di Letizia è “Storia di vite non viste” perché l'idea è stata di mostrare un mondo che spesso non riceve l'attenzione che merita e che, quando viene raccontato, viene fuori con un'immagine stereotipata che rinforza pregiudizi inutili e dannosi.

Letizia è una donna intelligente e determinata che ha fatto della sua fragilità la ragione della sua forza. Certamente ha dovuto confrontarsi con una società in cui le barriere sono tante, fisiche e culturali, ma questo non le ha impedito di trovare un proprio spazio e coltivare relazioni positive.

Allo stesso modo Ambra che, con sensibilità e determinazione, ha trasformato una situazione critica di partenza in una spinta fortissima che le ha permesso di lottare e costruirsi una vita soddisfacente e gratificante.

Ciò che mi ha stimolato a raccontare le loro storie e a proporle allo Stenin è stata l'occasione, importantissima per i tempi che viviamo, di capovolgere una narrazione che vede queste vite soltanto legate alla loro fragilità, lasciandone in ombra  la forza e l'intraprendenza, trascurando la concreta possibilità di elaborare e attuare un proprio progetto di vita. D'accordo con le due protagoniste delle due serie di fotografie, ho voluto proporre una visione alternativa e offrire un esempio e un'opportunità alle tante persone che vivono qualche tipo di fragilità ma anche a tutti quanti noi che spesso ci lasciamo condizionare da stereotipi e pregiudizi che ci precludono molte strade.

Che cosa ha significato per te la vittoria nel concorso Stenin? Com'è cambiata, se è cambiata, la tua carriera dopo i successi nel concorso Stenin?

Considero lo Stenin una tappa fondamentale per gli sviluppi che ho deciso di dare alla mia professione di fotografo e alla scelta della fotografia ad azione sociale, per le opportunità di riflessione e cambiamento che offre, come dicevo prima, sia nell'esperienza individuale che in un'ottica collettiva, di comunità.

A quali progetti ti stai dedicando attualmente, oppure hai in cantiere per il prossimo futuro?

Quest’anno mi sto dedicando ad un nuovo progetto che mi ha colpito la mia curiosità ed il mio interesse; si tratta del racconto di un gruppo di persone in un luogo molto particolare in Italia. Spero di poterlo presentare il prossimo anno proprio allo Stenin!

I numeri del concorso Stenin continuano a crescere: quest'anno sono 6000 i progetti inviati, da 90 paesi: quanto è importante una piattaforma di questo tipo per i giovani fotografi, sia in termini di visibilità, sia in termini di scambio di esperienze con altri colleghi da tutto il mondo?

Parlando della mia esperienza personale, posso dire che quello che ho vissuto quel pomeriggio di premiazione nel 2016 con il progetto sulla storia di Letizia è qualcosa che ricorderò per tutta la vita. Era la prima volta che ricevevo un premio così importante come il Gran Premio assoluto del concorso in una cornice internazionale così importante, con un’organizzazione seria, una giuria pazzesca e una mostra meravigliosa che ha poi girato il mondo.

Amare la fotografia, fare fotografia vuol dire essere curiosi e aperti verso il mondo che ci circonda; in quest’ottica avere la possibilità di conoscere dei fotografi di altri paesi, provenienti da culture e trascorsi diversi dai propri arricchisce la tua persona e il bagaglio di esperienze che poi ti aiutano ad essere quello che sei e a capire cosa davvero si vuole raccontare con la propria fotografia. Penso sempre che la fotografia sia prima di tutto uno strumento per vivere esperienze ed entrare in contatto con altre persone, ecco perché amo la fotografia e in particolar modo la fotografia sociale.

I vincitori dell'edizione 2019 del Concorso internazionale di fotogiornalismo "Andrey Stenin" verranno annunciati a breve. Sul sito del concorso  il 31 luglio si è conclusa la votazione online dei lavori finalisti nelle cinque categorie in concorso: Top News, Sport, Il Mio Pianeta, Ritratto. Un eroe del nostro tempo, Ispirazione.

La buona tradizione di successi tra i fotografi italiani al concorso Stenin potrebbe continuare anche quest’anno. Tra i finalisti ci sono infatti tre fotografi italiani, nelle seguenti categorie:

Top News – Serie

Alfredo Bosco "Guerriero Dimenticato", Gabriele Cecconi "I Rinnegati e la Terra"

Ritratto: un eroe del nostro tempo – Serie

Andrea Alai "Ruben Bravo"

Ispirazione – Foto singole

Andrea Alai “Incantata”

L’annuncio dei vincitori e la cerimonia di premiazione della quinta edizione del Concorso internazionale di fotogiornalismo “Andrey Stenin” sono previsti a settembre, a Mosca. Subito dopo le fotografie vincitrici verranno esposte in una mostra itinerante, che a partire dalla Capitale Russa toccherà diverse città del mondo, tra cui Roma.

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Concorso Stenin
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Concorso Stenin, Andrey Stenin
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