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04:13 24 Agosto 2019
Il crollo del ponte Morandi a Genova

Perizia Ponte Morandi, 25 anni fa gli ultimi interventi efficaci

© AP Photo / Vigili Del Fuoco
Italia
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A quasi un anno dal crollo del ponte Morandi, arriva la perizia degli esperti nominati dal Gip. Che è perentoria: nessun intervento da parte della società concessionaria per fermare lo stato di degrado.

È stata depositata la relazione sul quesito del primo incidente probatorio, la prima relazione tecnica oggettiva agli atti della procura: un fascicolo di 72 pagine contenente i risultati della perizia, effettuata da tre ingegneri che hanno lavorato su rilievi visivi e fotografici, analisi di laboratorio a campione, con il supporto dei laboratori svizzeri Empa e SgK, analisi effettuate in contraddittorio alla presenza dei consulenti di parte. 

Un lavoro che mette nero su bianco le criticità e le vulnerabilità della struttura, i difetti originari e le responsabilità nella mancata manutenzione da parte delle società che gestivano il tratto autostradale. Un tasso di corrosione dei fili di acciaio interni che varia dal 50% al 100%, con una riduzione media della sezione del 75%. 

Rispetto ai tiranti del lato sud, i periti individuano uno stato di deterioramento "corrosivo, generalizzato di lungo periodo, dovuto alla presenza di umidità di acqua e contemporanea presenza di elementi aggressivi come solfuri, derivanti dello zolfo, e cloruri”, tant'è che "lo stato di conservazione della struttura in dipendenza della vita utile trascorsa, non rileva tracce di importanti interventi recenti (ultimi 25 anni) efficaci a contrastare il processo corrosivo".

Cioè l'ultimo intervento di manutenzione risalirebbe al 1994, prima che l'IRI decidesse di privatizzare l'asset (1999). 

L'ancoraggio dei tiranti lato sud -  il reperto 132 - è considerato dagli inquirenti la prova regina, poiché è proprio lì che la struttura cominciò a cedere. Gli unici interventi di manutenzione atti a contrastare l'obsolescenza della struttura, sono le reti metalliche elettrosaldate, per contenere il cedimento del calcestruzzo selle Gerber il cui “stato di conservazione è caratterizzato da un livello generalizzato esteso e grave di degrado“.

Gli esperti, infine, hanno rilevato dei difetti strutturali, errori di esecuzione rispetto al progetto originario. Autostrade si difende con una nota, in cui afferma che le percentuali di corrosione non avrebbero potuto compromettere la stabilità del ponte. 

Momento dell'esplosione del ponte Morandi a Genova, 26.08.2019
© AP Photo / Antonio Calanni
"Per quanto riguarda la situazione dello strallo della pila 9, la relazione dei periti riporta soltanto la classificazione degli stati di corrosione dei fili di acciaio componenti i trefoli, classificazione determinata in modo sommario e quindi utilizzabile soltanto ai soli fini descrittivi. Tale classificazione consente comunque di escludere che sia stato lo strallo la causa primaria del cedimento", commenta Aspi in una nota. 

"Le percentuali di corrosione riportate nella tabella della perizia depositata confermano in che la capacità portante degli stralli era ampiamente garantita, come hanno dimostrato anche i risultati delle analisi compiute dal laboratorio Empa di Zurigo e dall'Università di Pisa. Quindi, l'eventuale presenza di una percentuale ridottissima di trefoli corrosi fino al 100% non può in alcun modo aver avuto effetti sulla tenuta complessiva del Ponte", riferisce Aspi.

Intanto il governo proroga di un anno lo stato di emergenza per il crollo del Ponte e prosegue con l'abbattimento degli edifici che si trovano attorno al viadotto. Confermata la nomina a commissario delegato del presidente della Liguria Giovanni Toti, che ha dichiarato di ritenersi soddisfatto per la rapidità di intervento del governo.

Il crollo del ponte era avvenuto la mattina del 14 agosto, alle 11.36, causando la morte di 43 persone e quasi 300 famiglie sfollate. Era stata aperta un'inchiesta per omicidio colposo plurimo, poi cambiata in "colpa cosciente", di grado più pesante. Sono 73 gli indagati, dai 21 iniziali, oltre alle società che gestivano il tratto, Autostrade Spa e Spea.

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ponte, Genova, Italia
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