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10:51 22 Agosto 2019

Puglia: TAR boccia lo stop alla plastica

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Illegittima perché non fondata su nessuna fonte primaria di legge, il TAR Puglia si vede costretto a bocciare l'ordinanza balneare della regione sulla sostituzione della plastica con i materiali compostabili.

La regione Puglia si era fatta precursore della battaglia contro plastica. Infatti un'ordinanza dello scorso marzo aveva decretato lo stop alla plastica sulle spiagge, imponendo a bar e ristoranti degli stabilimenti balneari l'utilizzo di piatti, bicchieri e posate in materiale compostabile. 

La campagna plastic free aveva avuto tra i testimonial anche Al Bano. Era stata lanciata dal governatore Michele Emiliano per «salvare la bellezza del nostro mare». La proposta aveva avuto l'ok dalle organizzazioni di categoria dei gestori dei lidi. Sembrava cosa fatta. Ma qualcuno non l'ha presa bene. Associazioni di produzione nel settore di acque potabili, bibite analcoliche e distributori, e persino un fornitore di prodotti per bar, hanno portato l'ordinanza in tribunale, sostenendone l'infondatezza.

In Italia, infatti, non esiste nessuna legge che prevede né lo stop alla plastica né la sua sostituzione con materiali organici, non inquinanti. Nonostante il vuoto di legge, il TAR Puglia non ha riconosciuto alla Regione alcuna competenza per sostituirsi al legislatore, dando la prevalenza alla legislazione in materia di libera concorrenza. 

La Regione, inoltre, non può appellarsi alla direttiva europea 2019/903, pubblicata il 12 giugno, in quanto non è stata ancora recepita dagli stati membri, e in ogni caso impone lo stop alla plastica a partire dal 2021.

«Nella situazione attuale - scrive il TAR - si è in attesa di misure di attuazione della direttiva, le quali oltretutto impongono una serie complessa di scelte di politica ambientale e di carattere tecnico (in parte affidate alla stessa Unione europea), tanto che, ad esempio, non sembra neppure completamente delineata la stessa definizione di “prodotto di plastica monouso».

 

Il caso ha un precedente. Sempre in Puglia, il comune di Andria aveva imposto ai titolari di distributori automatici l'utilizzo esclusivo di bicchieri e posate in materiali biodegradabili certificati. Il TAR aveva bocciato l'ordinanza con la stessa motivazione, l'infondatezza del provvedimento. 

Le discussioni hanno una ragione ben precisa di carattere economico. Infatti, i materiali compostabili hanno dei costi nettamente superiori rispetto a quelli della plastica. Senza delle misure adeguate rispetto al processo di sostituzione, i costi dello stesso ricadrebbero interamente sui fornitori.

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Tags:
plastica, Puglia, Italia
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