16:10 14 Dicembre 2019
Agenti della polizia italiana a Milano

Immigrato si inventa sei nomi diversi, adesso non può essere espulso

© AP Photo / Luca Bruno
Italia
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L'uomo, oltre a collezionare nomi, collezionava reati. Ha precedenti per spaccio, furto, porto d'armi, lesioni. Ma la questura di Milano ha difficoltà ad emettere il decreto di espulsione.

Non è chiara l'identità dell'uomo, che dice di avere 33 anni e provenire dal Gambia. Arrivato con un barcone nel 2014, vive da irregolare da quando gli è scaduto il permesso di soggiorno per richiedenti asilo, nel 2016. L'uomo è stato arrestato per spaccio in un giardino di Milano e, dopo un processo per direttissima, ha ricevuto un divieto di dimora.

L'ufficio immigrazione della Questura di Milano non riesce a trovare un paese disposto a riceverlo. Non avendo una identità certa, nessun paese lo riconosce come suo cittadino. Per questa ragione le procedure per l'espulsione sono più complesse e richiedono più tempo del solito. 

Reazioni da parte della Lega, il deputato Paolo Grimoldi tuona contro la "sinistra buonista", a favore dell'apertura dei porti: "Quella che oggi arriva da Milano è una storia che vorremmo far leggere alle Boldrini, ai Saviano, alle Carole, ai Majorino, a tutti quelli che nei precedenti cinque anni di Governo tiravano fuori la storiellina del 'poveretti accogliamoli, sono profughi che scappano dalla guerra".

E poi aggiunge, con un post su Twitter: "Quanto è costato questo clandestino in questi cinque anni tra mantenimento e arresti? E quanto è costato in termini di reati commessi? Magari qualcuno tra la Boldrini, Saviano, Majorino o altri ha voglia di rispondermi". 

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espulsione, Polizia, Italia
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