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06:31 26 Agosto 2019

Di Battista: "assassini del carabiniere paghino in Italia" e attacca Salvini

© AP Photo / Gregorio Borgia
Italia
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L'influente esponente dei Movimento Cinque Stelle Alessandro Di Battista si aggiunge ai commenti sul caso del barbaro omicidio a Roma del carabiniere Mario Cerciello Rega, per cui sono stati arrestati due giovani americani, non astenendosi da riflessioni e giudizi politici.

E' intervenuto con un post su Facebook che ha intitolato "Tifosi e sudditi", ricordando un altro caso su cui erano scoppiate le polemiche a livello politico, quello dell'atleta di colore italiana Daisy Osakue, contro cui era stato lanciato un uovo che l'aveva colpita ad un occhio proprio un anno fa.

"I giornali di “sinistra” ipotizzarono immediatamente il movente razzista e in molti si scatenarono. “Bastardi fascisti, vi vogliamo appesi a Piazzale Loreto”. Il Partito democratico subito cavalcò la notizia. Il fu Matteo Renzi twittò: "Daisy è stata selvaggiamente picchiata da schifosi razzisti". Il capogruppo Pd alla Camera chiese addirittura al governo di riferire urgentemente in Parlamento. Tuttavia, poche ore dopo, i responsabili del vile gesto vennero identificati. Si trattò di una ignobile bravata e uno dei ragazzi coinvolti era addirittura figlio di un consigliere comunale del Pd", ha scritto l'esponente dei Cinque Stelle.

Sul caso del vice brigadiere Mario Cerciello Rega, pur prendendo atto della diversità della vicenda Osakue, vede somiglianze nelle reazioni della politica, questa volta incarnata dalla destra, e dell'opinione pubblica

"Subito si è parlato di due nordafricani coinvolti. I giornali di “destra” hanno sparato a zero così come diversi politici della stessa area. La Meloni è partita con il suo solito ridicolo comizio sull’immigrazione. Ancor più ridicolo se pronunciato da chi, come lei, ha votato a favore della guerra in Libia, una delle cause principali dell’aumento dei flussi migratori negli ultimi anni. Salvini ci si è buttato a pesce e in molti si sono scatenati. “Dovete morire in mare negri di merda” si leggeva in rete. In realtà ad uccidere il carabiniere è stato un ragazzo borghese statunitense. Ma la divisione del popolo era già stata raggiunta".

Alessandro Di Battista prosegue quindi affermando che "siamo sempre più un popolo di tifosi, e un popolo di tifosi è un popolo di sudditi".

Secondo Di Battista, ci dovrebbero essere almeno quattro cose su cui un popolo unito non dovrebbe dividersi. In primo luogo i cittadini dovrebbero pretendere dai loro rappresentati nelle istituzioni soluzioni, non opinioni. Poi servirebbe totale chiarezza sui fatti che hanno portato alla morte del carabiniere. Traendo spunto da questo tragico evento, Di Battista se la prende con il ministro dell'Interno e responsabile della sicurezza sul territorio nazionale Matteo Salvini: secondo il pentastellato, il leader della Lega e ministro dovrebbe aumentare gli stipendi ed i finanziamenti alle forze dell'ordine, invece di "trovare centinaia di milioni di euro per il Tav o regalarli a Radio Radicale".

Di Battista non si ferma e continua l'affondo:

"vada nei territori di mafia non a chiedere voti ma a chiedere cosa occorre per la principale guerra che lo Stato deve combattere: quella al crimine organizzato".

Nella parte conclusiva del post emerge in certa misura la sua visione anti-americana di politica estera, dichiarando che se il popolo italiano fosse davvero unito, dovrebbe pretendere "che i responsabili dell’omicidio paghino tutto e soprattutto paghino in Italia nonostante siano figli dell’impero statunitense".

Tags:
M5S, Lega, Italia, Polizia, Alessandro Di Battista
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