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15:08 24 Agosto 2019
Roger Waters performs during a live concert in Assago, near Milan, Italy

La ‘militarizzazione’ dell’industria culturale

© AP Photo / Luca Bruno
Italia
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“Se il potere investe miliardi per militarizzare l’industria culturale un motivo ci dovrà pur essere”

E’ questa la conclusione, che annuncia in premessa, Giorgio Bianchi nel suo ennesimo messaggio social. Giorgio è un fotografo, documentarista, reporter freelance cui Sputnik Italia aveva già rivolto interesse in occasione dei suoi reportage in Siria e i cui continui spunti e provocazioni sui social sono di ispirazione per molti di coloro i quali ambiscono all’acquisizione di una informazione svincolata dal mainstream – la cosiddetta ‘controinformazione’ - null’altro che un’informazione libera e disinteressata.

Una vera e propria utopia al giorno d’oggi. Lo spunto dell’argomentazione viene dallo scandalo di Bibbiano ma, in realtà, sono anni di osservazione dello sviluppo dell’industria mediatica e culturale che portano a determinate conclusioni. Oggi sono Nek, la Pausini e la Vanoni ad essere prese di mira, nella circostanza dal giornale Rolling Stones per non essere ‘allineati’ a certi valori e correnti dominanti, ieri erano gli White Helmets a venire premiati da Hollywood per i loro film ‘educativi’ su chi fossero i presunti cattivi in Siria. E via dicendo in uno storico di episodi continuo che coinvolge premi Nobel, cinema, spettacolo fino ai concorsi Eurovision e addirittura le manifestazioni sportive. Il non allineamento comporta dei costi certi per ogni artista, esponente della politica, della cultura, dello sport. Al contrario la compiacenza all’ideologia dominante spiana le strade.

In realtà il link indicato da Bianchi all’articolo del Rolling Stone che prende di mira la Pausini è antecedente alle dichiarazioni della Pausini stessa, quindi apparrebbe una pura coincidenza il fatto che la cantante venga criticata proprio in concomitanza con le sue esternazioni su Bibbiano, in realtà, a tagliare la testa al toro, arriva subito dopo l’articolo sempre dello stesso giornale datato 23 luglio dal titolo: “Su Bibbiano i musicisti italiani hanno perso la testa” che questa volta non da proprio adito a dubbi dato che il cappello introduttivo recita: “L'indecente passerella di oggi del ministro Salvini nel paese reggiano conferma la tossicità del dibattito sul tema. Per questo Pausini e Nek (e ora una delirante Vanoni) non possono chiamarsi fuori, dopo aver gettato il sasso”. Nel corpo del testo appare poi questa frase di una chiarezza lapalissiana e che dovrebbe bastare da sé ad illuminare chiunque avesse ancora dubbi su cosa sia diventato il mondo dello show business moderno:

“La vicenda Bibbiano sta tirando fuori il peggio di tutti noi, e anche gli artisti – che abbiamo sempre invitato ad esprimersi e prendere posizione sulle questioni importanti della vita del Paese – stanno conducendo una battaglia di retroguardia”.

Tradotto per i diversamente maliziosi – noi direttamente o indirettamente facciamo sempre pressione sugli artisti affinché intervengano nella vita politica del Paese sulle questioni che stanno a cuore al sistema e nel modo che farebbe comodo al sistema, e li aiutiamo in questo, quando però intervengono di testa loro ed esprimono idee non allineate allora gli dobbiamo dare contro.

Ma cos’è che avevano detto di tanto grave questi artisti per essersi meritati tanti epiteti (Vanoni delirenate, terrificante, aberrante – Pausini strumentalizzatrice – Nek cavalca l’indignazione...)?

Vediamo:

Terribile vero?

Quando un post vale ben più di un articolo (cit. G.Bianchi):

"Oggigiorno l’unico che si può permettere di difendere i paesi non allineati è Roger Waters. Seppure gli organi di informazione mainstream non si premurino mai di riprendere le sue parole e le sue campagne in favore dei popoli non allineati, non si azzardano nemmeno ad attaccarlo, perché sanno che potrebbero uscirne con le ossa rotte. Pertanto o sei immenso come Waters, oppure è meglio che ti limiti alle frasi fatte sull’ambiente e sui migranti. Se provi a uscire dal “frame” prestabilito dai padroni del discorso, devi essere pronto a subire il pestaggio mediatico delle squadracce, quelle sì realmente fasciste, dei cani da guardia del potere".

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