16:33 14 Dicembre 2019
Giuseppe Conte al vertice Ue a Bruxelles

Conte: “La TAV s’ha da fare” - ma i No TAV rispondono a muso duro

© Sputnik . Alexey Vitvitsky
Italia
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Chiarissimo ed esaustivo nel suo video comunicato di ieri sera da Palazzo Chigi il Primo Ministro Giuseppe Conte: “Arrivati a questo punto non fare la TAV ci costerebbe più che farla”. Ma c’è chi gli risponde in malo modo e lascia intendere che ci saranno problemi di ordine pubblico.

Il succo del monologo pubblicato ieri sera sulla sua pagina social ufficiale, e che qui rilanciamo per completezza di informazione e affinché il lettore stesso possa da sé valutare, appare chiaro e vogliamo così riassumere con ampia licenza di interpretazione:

  • La TAV non venne approvata da questo Governo, si tratta di una ‘patata bollente’ ereditata. Se fosse stato per il nostro Primo Ministro, avrebbe trovato modalità differenti all’origine.
  • Oramai che ci siamo bisogna prendere una decisione definitiva, temporeggiare oltre non è possibile perchè già venerdì l’INEA (Agenzia Esecutiva dell’Unione Europea per l’Innovazione e le Reti - Innovation and Networks Executive Agency) vuole una risposta.
  • Se diciamo no perdiamo i finanziamenti, rinunciamo alla generosa offerta di ridurre la nostra parte di investimento (La UE si è detta disposta ad aumentare la propria parte di investimento dal 40 al 55%) e ci troveremo ad avere problemi con i francesi che il 18 giugno hanno invece approvato la realizzazione dell’impresa
  • Abbiamo ancora margini di trattativa e negoziazione, forse riusciamo a scontare ancora qualcosa e ridurre ulteriormente la spesa.
  • Arrivati a questo punto tornare indietro ci costerebbe di più che andare avanti.
  • Se anche volessimo rinunciare al progetto non sarebbe compito del Governo tirarsi indietro, che ha finalità esecutive, ma del Parlamento, che è sempre libero di esprimersi in modo contrario.

“... non realizzare il TAV costerebbe molto più che completarlo. E dico questo pensando all’interesse nazionale che è l’unica stella polare che guida questo Governo. Questa la posizione del Governo, ferma restando la piena sovranità e autonomia del Parlamento”.

Così chiude il suo comunicato. Tradotto quindi molto liberamente – non ci siamo cacciati noi in questa situazione, ci rendiamo conto che l’opera è un impegno enorme e forse spropositato, speriamo nei finanziamenti ed aiuti perchè da soli non ce la potremmo mai fare, come Governo dobbiamo comunque dare una risposta in tempi brevi, questa risposta è sì perchè un no ci verrebbe a costare troppo. In tutti i sensi. Se ci vuole pensare il Parlamento a toglierci dall’imbarazzo e prendere in mano la situazione ben venga.

C’è chi però non pare aver particolarmente apprezzato la decisione del Presidente del Consiglio né le argomentazioni per avvalorarla. Il Movimento 5 Stelle parla di rispetto per Conte ma indica nel Parlamento la vera chiave di volta per risolvere la questione:

​Le note degli ambienti NO TAV che girano in queste ore sul web sono invece di tutt’altro tenore e arrivano fino alla velata (relativamente) minaccia di problemi all’ordine pubblico se si continuerà in questa direzione:

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