16:26 14 Dicembre 2019
Giuseppe Conte

Russiagate: Conte in aula, Salvini assente

© Sputnik . Aleksei Druzhinin
Italia
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Il premier Conte riferirà questo pomeriggio alle 16.30 al Senato, sul caso dei fondi russi alla Lega. Salvini ha fatto sapere che non sarà presente in aula.

L'atteso faccia a faccia fra il premier Conte e il ministro dell'Interno Salvini sul caso Russiagate non ci sarà. Salvini continuerà a mantenere il silenzio su un caso che ha già tacciato come "fantasia". Nei giorni scorsi aveva lasciato ventilare la sua presenza nell'aula di Palazzo Madama. Aveva detto che il suo intervento sarebbe arrivato dopo quello di Conte. Ma oggi è arrivato il secco NO. 

La ragione, questa volta, sarebbe un sopravvenuto impegno con il Comitato per l’ordine e la sicurezza, che si riunirà proprio mentre Conte sarà al Senato. 

Lo strappo con il Premier

Di certo l'assenza di oggi contribuirà ad lacerare i rapporti tra Palazzo Chigi e Viminale, che si erano ufficialmente guastati dopo l'incontro di Salvini con le parti sociali e che avevano avuto come esito il braccio di ferro tra premier e vicepremier su autonomia differenziata. 

Inoltre Conte aveva chiesto a Salvini di rispondere ad alcune domande, per chiarire il ruolo di Savoini. Più precisamente Conte avrebbe chiesto di chiarire i rapporti della Lega con Savoini, se i suoi viaggi erano concordati con la Lega, se avessero una ufficialità e se fosse stata la Lega stessa a finanziarli. Dagli uffici della Lega avevano assicurato al Segretario Generale di Palazzo Chigi, Roberto Chieppa, che avrebbe avuto le risposte richieste entro martedì 23 luglio, ma queste non sono mai arrivate. 

Il caso del Russiagate all'italiana

Nella giornata del 10 luglio 2019 sul sito BuzzFeed News, in un articolo in inglese a firma di Alberto Nardelli, è stato pubblicato un audio sulla presunta conversazione avvenuta il 18 ottobre 2018 all'hotel Metropol di Mosca tra Gianluca Savoini, presidente dell'Associazione Lombardia Russia, ed alcuni cittadini russi, avente come oggetto le elezioni europee del maggio scorso e la politica di cambiamento prefissata dalla Lega di Salvini ed altri partiti europei dell'asse sovranista. 

L'accusa di BuzzFeed, lanciata in precedenza anche dall'Espresso e da La Stampa, riguarda un possibile accordo sull'ottenimento di finanziamenti russi per la campagna elettorale alle Europee da parte della Lega, mediante uno schema di sconti sulla fornitura di petrolio dalla Russia all'Italia. I dividendi dell’accordo per 65 milioni di euro potrebbero essere stati ricevuti dalla Lega. Come si è scoperto successivamente l'ufficio del pubblico ministero italiano ha avviato azioni investigative dopo la prima informazione trapelata dai media a febbraio. Tuttavia, dai materiali resi pubblici dai media non capisce se la transazione abbia avuto luogo.

Sia Salvini che Savoini hanno categoricamente smentito le ipotesi sul finanziamento russo del partito, definendole non comprovate. Le prove di finanziamento del partito italiano non sono state trovate neanche nella stampa del verbale del Cremlino, ha dichiarato il segretario alla presidenza presidenziale russo Dmitrij Peskov.

Diversi esponenti del Partito Democratico hanno attaccato Salvini, chiedendo chiarimenti sulla situazione, mentre il Movimento 5 Stelle non ha perso l’occasione di sottolineare la trasparenza di tutte le proprie fonti di finanziamento.

Il premier Conte ha invitato il ministro degli Interni a riferire in aula sulle presunte trattative tra Lega e Russia, ma Salvini ha più volte risposto che non avrebbe riferito su "fantasie". Il premier ha quindi annunciato che mercoledì 24 avrebbe riferito al Senato sul caso Russiagate. 

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Lega, Russiagate, Italia
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