20:14 10 Dicembre 2019
Mar Mediterraneo

Peschereccio sequestrato in Libia, l'equipaggio sta bene

© Sputnik . Alexei Danichev
Italia
URL abbreviato
110
Seguici su

Starebbero bene il capitano Nicolò Bono e gli uomini dell'equipaggio del Tramontana, il peschereccio sequestrato ieri pomeriggio dalla motovedetta libica.

A riferirlo è Salvatore Quinci, il sindaco di Mazzara del Vallo, la città da cui l'imbarcazione sarebbe partita. L'equipaggio è formato da sette uomini, cinque mazzaresi e due tunisini. 

L'imbarcazione si trovava ieri pomeriggio nelle acque della zona Sar, Search and Rescue, una zona che da tempo la Libia rivendica come propria territorialità, nel golfo di Sirte, a 60 miglia da Misurata. Mentre rientrava da una battuta di pesca, assieme ad altre imbarcazioni dello stesso armatore, Giuseppe Pipitone, che si trovava in mare e che ha dato l'allarme, è sta fermata da una motovedetta della guardia costiera libica, che ha intimato l'alt sparando in aria colpi di mitraglia. 

Il Tramontana è stato costretto a seguire la motovedetta e allo stato attuale è sotto sequestro nel porto misuratino. Sarebbe dunque nelle mani delle forze leali al governo riconosciuto dalla comunità internazionale e che è vicino all'Italia, quello del premier Fayez al Serraj. Un sequestro che rischia di complicare i rapporti con l'Italia, che ha fornito le motovedette alla guardia costiera libica: proprio quella che controlla la zona in cui il peschereccio Tramontana è stato sequestrato. Proprio nel momento in cui la Libia rischia l'escalation con il generale ribelle Haftar

Il ministro degli Esteri, Moavero Milanesi, ha dato disposizione all'ambasciatore italiano Giuseppe Buccino di «adoperarsi prontamente con la massima efficacia al fine del corretto trattamento e di un rapido rilascio dei membri dell'equipaggio e dell'imbarcazione, costretta a dirigersi verso il porto di Misurata».

La guerra della pesca

Nel 2005 la Libia aveva dichiarato, in maniera unilaterale, come proprie le acque che si trovano sino a 74 miglia dalla costa. In seguito, dopo la caduta di Gheddafi e la ripresa dei traffici di esseri umani nel mar Mediterraneo, la zona era stata sovrapposta a quella di Search and Rescue, che dovrebbe essere pattugliata dalla guardia costiera libica. 

Non sono pochi a porre dei dubbi sulla legittimità della guardia costiera libica, spesso formata non da forze regolari, ma da miliziani legati a Serraj. Queste forze costituiscono un pericolo per i pescatori siciliani, già penalizzati dalle quote pesca, costretti a spingersi sempre più a sud per la scarsità del pesce delle nostre acque, sino a zone di alto rischio in cui non è garantita l'incolumità. 

In pochi anni, sono 16 mila i pescatori che hanno perso il posto di lavoro, 600 quelli che sono stati arrestati e 3 quelli che hanno perso la vita. 

Erasmo Palazzotto (LEU) scrive a proposito sul suo profilo Twitter: «Ci troviamo nel paradosso che bande di criminali e trafficanti pagate coi soldi dei cittadini italiani sequestrino i nostri pescatori con le motovedette fornite dal governo del nostro Paese. Deve essere subito liberato l'equipaggio sequestrato».

 

 

RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik