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07:41 21 Agosto 2019

Salvini ai 5s: “O andiamo avanti o non si prosegue”

© AFP 2019 / Andreas Solaro
Italia
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Il ministro dell’Interno lancia un ultimatum ai Cinque Stelle. Mercoledì Conte parlerà in aula dei presunti finanziamenti russi alla Lega.

oglio andare avanti, non tornare indietro". Mentre prosegue la "tregua armata" tra gli alleati di governo, ha dichiarato Matteo Salvini durante la festa della Lega di Adro in provincia di Brescia.

Rincara la dose sull’autonomia che ha visto le critiche dei governatori leghisti del Nord contro Conte: "Non accetterò più di stare al governo con chi dice no a tutto, dall'autonomia alle strade. Abbiamo bisogno di sì dalla Franciacorta al sud".

"Saranno quelli del Sud a beneficiare dell'autonomia. Io lo voglio unire questo Paese. (...) Siamo forti perché siamo diversi. All'estero non lo capiscono... Il federalismo è l'unico modo di aiutare e governare il nostro Paese. Non possiamo appiattire tutto. Abbiamo il dovere di difendere la diversità".

"Qualunque scelta prenderò nei prossimi giorni la prenderò per i miei figli e per il futuro degli italiani. Senza pensare a poltrone o ministeri. Agli alleati dico o si va avanti o non si prosegue", ha continuato riferendosi alla crisi all’interno della coalizione al governo.

Poi scaglia il suo ultimatum sulla manovra economica:"Vogliamo coraggio. O la facciamo insieme o la Lega la farà da sola".

Lo scontro sull’autonomia

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e il governatore del Veneto Luca Zaia negli ultimi giorni hanno duramente criticato e attaccato Conte e i Cinque Stelle sulla questione dell’Autonomia differenziata, facendo pressioni inoltre su Salvini per una rottura al governo.

Salvini però cerca di tenere a freno le spinte di rottura provenienti dal cerchio stretto del suo partito. L’autonomia potrebbe essere un argomento che potrebbe far perdere consensi al Sud, visto che il Meridione è diventato terreno di conquista per la Lega.

La crisi all’interno della coalizione

Salvini accusa i Cinque Stelle per aver sostenuto Ursula von der Leyen come nuovo presidente della Commissione europea e per aver bloccato le sue riforme prioritarie, compresi tagli delle tasse e maggiori poteri per le regioni del Nord. Il leader della Lega venerdì ha saltato sia un incontro di gabinetto che i colloqui governativi sull'autonomia regionale.

Allo stesso tempo, però, c’è molto da considerare prima di giungere alla rottura definitiva. C’è chi nella Lega vorrebbe già andare al voto a inizio ottobre. Ma Salvini esita. Infatti nel caso Conte dovesse rinunciare al mandato, potrebbe farlo chiedendo di essere rinviato alle Camere per avere lì la sfiducia. Allora Salvini dovrebbe votare contro il Premier e il Governo insieme al Pd e a Forza Italia.

Nel caso invece dovesse formarsi un “esecutivo di salvezza nazionale” allora la Lega si porrebbe all’opposizione. Ma ci sono preoccupazioni che si possa formare una alleanza tra il PD e il M5S.

A.N.

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