00:36 17 Novembre 2019

Possibile crisi di governo, Salvini: voto a giugno o sfiducia a Conte

© AP Photo / Christophe Ena
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Sotto pressione dai suoi più stretti consiglieri per tornare alle elezioni in estate, Matteo Salvini si trova ad un bivio.

Dopo mesi di schermaglie con il collega e rivale nella coalizione giallo-verde Luigi Di Maio, Salvini non è mai stato così vicino a far cadere il Governo, infatti all’interno del cerchio stretto di Salvini vogliono un voto anticipato.

La crisi all’interno della coalizione vede diverse questioni irrisolte tra le quali la questione dell’autonomia, cara ai governatori del Nord, Zaia e Fontana in primis, alla riforma fiscale e a quella per la giustizia.

Allo stesso tempo però c’è molto da considerare prima di giungere alla vera a propria rottura definitiva. C’è chi nella Lega vorrebbe già andare al voto a inizio ottobre. Ma Salvini esita. Infatti nel caso Conte dovesse rinunciare al mandato, potrebbe farlo chiedendo di essere rinviato alle Camere per avere lì la sfiducia. Allora Salvini dovrebbe votare contro il Premier e il Governo insieme al Pd e a Forza Italia però.

Nel caso invece dovesse formarsi un “esecutivo di salvezza nazionale” allora la Lega si porrebbe all’opposizione. Ma ci sono le preoccupazioni che si possa formare una alleanza tra il PD e l’M5S.

Il movimento cinque stelle anche non ha fretta

I sondaggi mostrano che la Lega è ancora la forza politica più potente del paese, nonostante il recente caso Savoini sul presunto finanziamento illegale del partito Salvini da parte di Mosca. Salvini, che ha negato di aver ricevuto denaro russo, ha criticato il partito di Di Maio sostenendo che abbia cercato di sfruttare il cosiddetto scandalo “russo” per ottenere vantaggi politici.

Il sostegno della Lega è del 35,9% in un sondaggio Ipsos condotto dal 16 al 18 luglio. Il sostegno per i Cinque Stelle è di poco cambiato rispetto al sondaggio precedente al 17,4% e in calo rispetto al 32,7% delle elezioni dello scorso anno.

Nel voto parlamentare europeo a fine maggio la Lega ha vinto con il 34,3% e i Cinque Stelle con il 17,1%.

La spaccatura al governo

Salvini accusa i Cinque stelle di aver sostenuto Ursula von der Leyen come nuovo presidente della Commissione europea e per aver bloccato le sue riforme prioritarie, compresi tagli delle tasse e maggiori poteri per le regioni del Nord. Il leader della Lega venerdì ha saltato sia un incontro di gabinetto che i colloqui governativi sull'autonomia regionale.

Ai tavoli europei l’Italia è riuscita a evitare la procedura d’infrazione e a ottenere una poltrona importante, quella del commissario alla Concorrenza, ha comunicato in precedenza su Facebook il vicepremier Luigi Di Maio.

Successivamente però è stato reso noto che il potenziale candidato italiano alla Concorrenza, Giancarlo Giorgetti (Lega), ha annunciato a Mattarella la sua rinuncia alla poltrona

La poltrona della concorrenza a rischio

La stessa von der Leyen ha fatto capire che la possibile nomina di un italiano come commissario alla concorrenza è sempre più a rischio, in particolar modo se la coalizione giallo-verde vuole comunque affidare l’incarico a un rappresentante della Lega. 

Lo scontro politico ha probabilmente bloccato le possibilità che la Lega, che è arrivata prima nelle elezioni europee in Italia a maggio, nomini un proprio rappresentate come commissario alla concorrenza e anche le probabilità che l'Italia riceva in generale questa carica sono presumibilmente svanite.

A.N.

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Giuseppe Conte, Matteo Salvini
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