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22:59 12 Novembre 2019
Francesco Saverio Borrelli (foto d'archivio)

Morto a Milano Francesco Saverio Borrelli

© AFP 2019 / Andreas Solaro
Italia
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Protagonista di una capitolo della storia d'Italia, per 47 anni ha indossato la toga. L'ex magistrato si è spento a 89 anni all'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano dove era ricoverato da circa due settimane.

"Un grande capo che ha saputo anche proteggerci, un grande magistrato che ha fatto la storia di questo Paese". Sono le prime parole di Francesco Greco, capo della Procura di Milano, che faceva parte del pool di Mani Pulite guidato dallo stesso Borrelli.

La camera ardente sarà aperta "lunedì mattina alle 9.30 nel Tribunale di Milano, nell'atrio di fronte all'Aula Magna", ha fatto sapere il procuratore generale di Milano Roberto Alfonso.

Una voce fuori dal coro dagli attestati di stima al magistrato arriva da Bobo Craxi, figlio dell'ex presidente del consiglio del Psi Bettino Craxi, che insieme al suo partito le inchieste del pool di Mani Pulite fecero scomparire dalla scena politica italiana.

Secondo il figlio dell'ultimo leader del Partito Socialista Italiano, Borrelli guidò un colpo di Stato.

"Ebbe la funzione di guidare un sovvertimento istituzionale da parte di un corpo dello Stato nei confronti di un altro. Non è una mia opinione personale, i giuristi lo chiamano colpo di Stato", ha dichiarato Bobo Craxi.

Le inchieste di Mani Pulite

Mani pulite fu una serie d'inchieste giudiziarie della prima metà degli anni Novanta, che accompagnò lo scandalo di Tangentopoli. Le inchieste dei magistrati guidati proprio da Borrelli rivelarono un sistema fraudolento tra politica e imprenditoria. L'impatto mediatico e il clima di sdegno dell'opinione pubblica furono così forti da porre fine alla cosiddetta Prima Repubblica per dare l'inizio alla Seconda Repubblica, dal momento che partiti storici del Dopoguerra come la Democrazia Cristiana (Dc) e il Partito Socialista (Psi) vennero travolti dalle inchieste, si sciolsero e nelle successive elezioni furono sostituiti da forze politiche di nuova formazione o che prima erano ai margini o all'opposizione.

Lo scontro con Berlusconi per le riforme della giustizia

Accese molte discussioni una sua dichiarazione del 12 gennaio 2002 quando da Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Milano concluse la sua relazione all'apertura dell'anno giudiziario con lo slogan "resistere, resistere, resistere" contro le riforme del governo Berlusconi, finito al centro di molte inchieste dei magistrati milanesi per corruzione e reati finanziari del gruppo Fininvest. Nel suo discorso Borrelli fu subito pesante: "le riforme sono punitive", "rimandare i processi è oltraggio alla giustizia".

Tags:
Milano, Storia, Società, Giustizia, Italia
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