13:30 19 Novembre 2019
Giuseppe Conte interviene al vertice a Bruxelles

Autonomia, Conte: fatti passi avanti. Zaia e Fontana insoddisfatti

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Il presidente del Consiglio ha constatato che sulla questione delle autonomie sono stati fatti “significativi passi avanti”, però i governatori non avranno tutto quello che hanno chiesto.

Il nuovo vertice di maggioranza sulle autonomie è durato meno di un’ora. Come risultato dell'incontro viene saltato l'articolo 12 del testo redatto da Erika Stefani, ministro leghista agli Affari Regionali. L’articolo prevedeva l'assunzione diretta degli insegnanti su base regionale.

“Dopo mesi abbiamo garantito l’unità del sistema di istruzione: non abbiamo ceduto cose che avrebbero potuto compromettere l’unità del Paese. L’articolo 12 è stato soppresso: è una vittoria dei 5 stelle e da uomo di scuola ritengo di poter dire che è una vittoria della scuola italiana. Non ci saranno concorsi regionali, assolutamente no. Sono state prerogative che già aveva la regione”, ha commentato la decisione il sottosegretario M5s all’Istruzione Salvatore Giuliano fuori da Palazzo Chigi.

Il premier Conte è rimasto soddisfatto per il lavoro svolto dalla maggioranza del governo ed ha sottolineato l’importanza del modello scuola.

"Sono lieto di annunciare che abbiamo fatto significativi passi avanti sulle autonomie. Intravediamo la dirittura finale, la settimana prossima c'è ancora qualche passaggio ma confido che si stia arrivando al portare questo provvedimento in cdm. Era un impegno del contratto di governo, condiviso da M5s e Lega. Il modello della scuola è fondamentale e non può essere frammentato, i governatori non avranno tutto quello che hanno chiesto. Ma ci sta, è un negoziato tra Stato e regioni. Continuerò all'inizio della settimana prossima con incontri ristretti. Un nodo politico è rimasto ed è quello dei beni culturali".

Rimangono da affrontare le questioni delle risorse finanziarie e delle soprintendenze che probabilmente saranno discusse lunedì prossimo.

Luca Zaia, il presidente del Veneto, invece non sembra di essere molto contento con il fatto che l’approvazione della legge sull’autonomia differenziata richieda ulteriori sforzi. “Resto basito davanti all’ennesimo rinvio. Pensavo che il Presidente del Consiglio fosse così autorevole da chiudere la partita, ma non ho ancora ben capito se l’autorevolezza serva a chiudere o invece a prolungare indefinitamente l’approvazione dell’intesa sull’autonomia differenziata”, ha detto Zaia.

“Sono trascorsi 636 giorni dal referendum più di un anno dalla formazione di questo governo, ricordo che non c’è neppure l’alibi di dire che le Regioni non abbiano fatto il lavoro che spettava loro. Di fronte a tutto questo non posso non affermare che questa è una autentica presa in giro e che Conte non può prestarsi a procrastinare ancora. Siamo stanchi anche sentire dire a Conte che lui sarà il garante dell’unità nazionale, un refrain ormai stucchevole”, ha aggiunto il presidente del Veneto.

Ha espresso il suo malcontento anche il presidente della regione Lombardia, Attilio Fontana; "Mi ritengo assolutamente insoddisfatto dell'esito del vertice di oggi sull'Autonomia. Abbiamo perso un anno in chiacchiere. Aspettiamo di vedere il testo definitivo, ma se le premesse sono queste, da parte mia non ci sarà alcuna disponibilità a sottoscrivere l'intesa".

Nella regione Emilia-Romagna il dibattito si è avviato il 3 ottobre 2017 con l'approvazione da parte dell'Assemblea regionale di una risoluzione per l'avvio del procedimento finalizzato alla sottoscrizione dell'intesa con il Governo richiesta dall'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, che prevede "ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell'articolo 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere, limitatamente all'organizzazione della giustizia di pace, e possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei princìpi di cui all'articolo 119.

Il 22 ottobre 2017 si sono svolti i referendum sull’autonomia in Veneto e in Lombardia, in cui ha vinto il “sì”. 

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Giuseppe Conte, Autonomia, Italia
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