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01:06 18 Agosto 2019
Agenti della Guardia di Finanza a Milano

Gestione dei migranti: scoperta frode milionaria di cooperativa piemontese

© AP Photo / Luca Bruno
Italia
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Ad Imperia smascherate le attività illegittime di una cooperativa piemontese che si occupava della gestione dei migranti. Quattro arresti, sequestrati 1,3 milioni di euro.

Una cooperativa piemontese che gestiva due centri di accoglienza si è rivelata un’associazione a delinquere. Stamani all’alba è stata eseguita dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla Procura di Imperia l’operazione “Patroclo” il cui risultato è stato quattro arresti e il sequestro di 1,3 milioni di euro.

Sono finiti in manette Gianni Morra, 62 anni, residente a Cuneo, che avrebbe avuto il ruolo chiave nell’organizzazione; Manuela De Mita, la sua compagna, 48 anni, di Asti; Guido Tabasso, 67 anni, avvocato di Torino, col ruolo di consulente e Antonella Morra, 58 anni, residente a Cuneo. Gianni Morra, De Mita e Tabasso sono sotto accusa per associazione a delinquere finalizzata, a vario titolo per truffa, frode e altri reati. Antonella Morra è accusata di autoriciclaggio.

Secondo il procuratore Grazia Pradella, si trattava di un “sistema collaudato molto elaborato per cui due centri di accoglienza migranti in attesa di protezione venivano gestiti con metodi truffaldini e contrari a quello che è il senso di umanità delle cooperative Onlus, che dovrebbero badare non solo all’accoglienza ma anche al benessere fisico e psicologico dei migranti“.

I malviventi riuscivano anche a risparmiare sulla gestione degli ospiti dei centri a loro affidati. “Tra i metodi per risparmiare c’era un metodo di sfruttamento del lavoro dei migranti stessi e un metodo di trattamento inaccettabile delle condizioni fisiche e psichiche dei migranti. Il GIP nella sua ordinanza dice che venivano trattati come bestie”, ha dichiarato Grazia Pradella.

Le forze dell’ordine hanno ottenuto anche le intercettazioni delle telefonate dei soci della cooperativa scoperta.

In una delle conversazioni Gianni Morra diceva alla sua compagna Emanuela De Mita: “Polmone costa un euro, un euro e mezzo al chilo… costa niente…“. Dinanzi alle affermazioni del fidanzato lei rispondeva: “Non pensavo lo mangiassero!”, ma Morra ribatteva: “No, no! Lo mangiano il polmone…cuore, polmone, quella roba lì…costa poco, costa meno del pollo…”.

A testimoniare i risparmi sui migranti, anche l'intercettazione di una chiamata tra l’avvocato Tabasso e Morra risalente al 9 febbraio 2018.

Alla domanda “va bene?” dell’avvocato, Morra rispondeva “nella riunione, io seduto e loro tutti in piedi. A un certo punto dico ‘questa è una famiglia’, qua e là, su e giù. Esce fuori uno con il dito puntato e mi dice: ‘il business è tuo, guadagni te i soldi’.... L’ho preso per i capelli, gli ho tirato un calcio nelle giunture delle gambe, si è inginocchiato da solo”.

L'avvocato Tabasso reagiva dicendo “eh appunto…”, e Morra continuava: “subito, subito!! Poi stava andando via questo qua e altri due un po’ “schiena”, vieni un po’ qua!!, vai a cambiarti va!! che adesso ti faccio diventare bianco, dai il bianco, ai muri!”.

Questa condotta predatoria, avente lo scopo di impossessarsi dei fondi erogati dalla Prefettura di Imperia per la gestione quotidiana di circa 120 migranti, è stata scoperta nel corso delle indagini iniziate nel 2017 e proseguite nel 2018. La frode consisteva nella comunicazione quotidiana alla Prefettura di Imperia di un numero di ospiti, nei due centri, superiore a quello reale e nella sovrafatturazione dei costi, mai o solo parzialmente affrontati per erogare ai migranti i servizi previsti in base all’appalto pubblico.

La sovrafatturazione era possibile grazie all’interposizione di una serie di società di capitali, tra cui la Libra SRL di Cuneo, che venivano utilizzate per drenare dai conti della cooperativa quasi il 70% dei fondi erogati dal Ministero dell’Interno. In particolare, l’immobile acquistato dai due fratelli Gianni e Antonella Morra, mediante mutuo, veniva affittato alla Libra SRL, sempre di proprietà degli indagati, per 38 mila euro all’anno (pari al premio annuale del mutuo), a fronte di una richiesta di rimborso alla Prefettura di 90 mila euro, pari quasi al triplo dell’importo reale.

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Tags:
Frode, Crisi dei migranti, Migranti
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