Widgets Magazine
11:19 22 Agosto 2019
Grafico

Metà degli stranieri in Italia senza diploma

© Pixabay
Italia
URL abbreviato
433

Cresce il livello di istruzione degli italiani, cresce anche il gap tra italiani e stranieri, ma restiamo fanalino di coda in Europa per numero di laureati.

In Italia aumentano i livelli di istruzione della popolazione, rivela un sondaggio pubblicato oggi dall'Istat. Nel 2018 almeno il 61,7% di persone tra i 25 e i 64 anni era in possesso del diploma, lo 0.8% in più rispetto all'anno precedente. In aumento anche il vantaggio occupazionale dei laureati: sono il 78,4% i giovani laureati tra i 30 e i 34 anni occupati, a fronte di una percentuale di diplomati impiegati che si attesta al 69,5%. 

Tra i diplomati  i NEET, le persone che non studiano, non lavorano e non cercano lavoro, raggiungono nel 2018 quota 24,8%, mentre la percentuale di NEET fra i laureati si riduce al 20,2%, che ha subito una di -6,2 punti negli ultimi quattro anni.

Il 27,8% dei giovani tra i 30 e i 34 anni è in possesso di una laurea, mentre il 19,3% dei 25-64enni è in possesso di un titolo terziario. Una situazione di svantaggio rispetto al resto d'Europa in cui, a parità di fascia d'età, la percentuale di laureati si attesta al 40.7%, i diplomati sono il 78,1% ed è il 32,3% a possedere un titolo terziario. 

In generale si può dire che a titolo di studio più elevato corrisponde maggior livello occupazionale.

Giovani laureati
Giovani laureati

Il gap con gli stranieri

Dal sondaggio emerge un gap di istruzione tra italiani e stranieri. Meno della metà degli stranieri residenti nel nostro paese, esattamente il 47,9%, hanno conseguito il diploma di istruzione secondaria (o equivalente), mentre solo il 12,4% possiede un titolo terziario.

Anche negli altri paesi europei la provenienza è una variabile che incide sul livello e sul divario dell'istruzione. Ma mentre negli altri paesi europei questo divario rimane stabile, rivela l'indagine, in Italia è cresciuto nel tempo. Nell'ultimo quadriennio la quota di stranieri con un titolo superiore è variata di -5.3 punti, mentre è lievemente aumentata quella dei detentori di titolo terziario (+0,9 punti). 

Tra gli stranieri la percentuale di NEET è molto alta, circa il 33,5%, ed è quasi interamente composta da donne.

Donne più istruite degli uomini

Nel nostro paese, come in Spagna, le donne hanno un vantaggio di istruzione rispetto agli uomini. Le donne che hanno almeno un diploma sono il 63,8% contro il 59,7% degli uomini. Negli altri paesi europei invece il gap si attesta a meno di un punto percentuale. 

Anche nell'istruzione terziaria il vantaggio si mantiene: sono rispettivamente 22,1% e 16,5% le quote femminili e maschili. I livelli di istruzione femminile sono aumentati rapidamente negli ultimi quattro anni, con un incremento di o +2,8 punti per le donne almeno diplomate (contro +2,1 punti per gli uomini) e +3,2 punti per le laureate (contro +1,6 punti).

Tuttavia la composizione della popolazione non è omogenea sul territorio italiano. Il nord e il centro rilevano livelli di istruzione delle donne più alti rispetto al Mezzogiorno. 

Penultimi in Europa per numero di laureati

Sebbene i giovani siano più istruiti - il 75,9% dei 25-34enni ha almeno il diploma  superiore contro il 47,9% dei 60-64enni - rimane uno svantaggio con il resto d'Europa, sia per il numero di diplomati e laureati che per gli abbandoni scolastici.

I giovani italiani fra i 18 e i 24 anni, che smettono di studiare e formarsi, sono il 14,5% a fronte di un 10,8% degli altri paesi europei. Una percentuale che si mantiene stabile negli ultimi cinque anni, ma che registra una riduzione sostanziale rispetto al 2018. 

Siamo invece i penultimi in Europa per il numero di laureati e lontani dall'obiettivo Europa2020, di portare la quota di 30-34enni laureati ad almeno il 40%. Mentre Spagna, Francia e Regno Unito hanno già superato il target, l'Italia si mantiene al 27,8%. La composizione di giovani laureati in Italia risente sia delle differenze territoriali, con picchi più bassi a Mezzogiorno rispetto a nord e centro, sia delle differenze di origine, con livelli inferiori per cittadini stranieri (poco più del 10%), che del differenziale di genere che vede un vantaggio per le donne, anche se ancora le donne laureate in materie scientifiche sono una quota inferiore rispetto agli uomini. 

Tags:
ISTAT, università, Istruzione
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik