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22:01 18 Settembre 2019
La tomba all’interno del Camposanto Teutonico del Vaticano legata al cado di Emanuel Orlandi

Le tombe vuote al Vaticano e il mistero ancora irrisolto di Emanuela Orlandi

© AFP 2019 / Handout
Italia
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Il fratello: “Finché non troverò Emanuela è mio dovere cercare la verità”.

Oggi alle ore 11 circa, al termine di un’accurata ispezione presso le tombe delle Principesse Sophie Van Hohenlohe e Carlotta Federica di Macklemburgo al Campo Santo Teutonico, un altro colpo di scena ha infittito il mistero di Emanuela Orlandi, la figlia quindicenne di un messo della prefettura della Casa Pontificia, scomparsa nel nulla una sera del 22 giugno di 36 anni fa.

A chiedere l’ispezione delle tombe era stata proprio la famiglia Orlandi, dopo aver ricevuto segnalazioni provenienti dall’interno del Vaticano ma soprattutto, dopo l’arrivo di una lettera anonima che con l’indicazione “Cercate dove indica l’angelo” invitava a recarsi, invano, presso le tombe delle principesse.

Non ci sono sepolture e non ci sono ossa: le due tombe sono completamente vuote, è incredibile”, a queste parole di stupore della legale della famiglia Laura Sgrò si sono uniti i commenti del direttore della stampa vaticana, Alessandro Gisotti che ha affermato come al posto dei corpi delle due principesse, “l'accurata ispezione ha riportato alla luce un ampio vano sotterraneo di circa 4 metri per 3,70, completamente vuoto”, così come vuota è stata ritrovata la seconda tomba sarcofago: “Al suo interno non sono stati rinvenuti resti umani. I familiari delle due Principesse sono stati informati dell'esito delle ricerche”.

Ed è proprio sulla stanza in cemento armato che si soffermano le parole di Gisotti: “Sono in corso verifiche documentali riguardanti gli interventi strutturali avvenuti nell'area del Campo Santo Teutonico, in una prima fase alla fine dell'Ottocento, e in una seconda più recente fase tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso”, parole alle quali si aggiungono quelle del fratello di Emanuela, Pietro Orlandi che sottolineano come questo vano sia di recente costruzione e non risalente a duecento anni fa.

Alle ricerche hanno partecipato e preso parte a tutte le fasi dell’operazione il fratello Pietro, il professor Giovanni Arcudi e la sua equipe, il personale della Fabbrica di San Pietro, l’avvocato Laura Sgrò, un perito di fiducia nominato dal legale della famiglia Orlandi, il Promotore di Giustizia del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, Gian Piero Milano e il suo Aggiunto Alessandro Diddi, insieme al Comandante del Corpo della Gendarmeria Vaticana, Domenico Giani.

Nei mesi scorsi la famiglia Orlandi aveva segnalato di aver chiesto al Vaticano un supplemento di indagini relativo in particolare ad una tomba all’interno del Camposanto Teutonico.

Caso Orlandi

Emanuela Orlandi, una ragazza di 15 anni che abitava in Vaticano assieme ai genitori (suo padre era un messo della prefettura della Casa Pontificia) e a quattro fratelli, scomparve a Roma il 22 giugno del 1983. 

Il 3 luglio Giovanni Paolo II rivolse un appello ai responsabili della scomparsa, ufficializzando per la prima volta l'ipotesi del sequestro.

Nel 1984 i Lupi grigi dichiararano di aver rapito Emanuela e la sua coetanea romana, Mirella Gregori, scomparsa da Roma nel 1983.  Ma in realtà non furono mai coinvolti nella scomparsa.

Ci sono anche i presunti collegamenti con gli scandali più oscuri dell'epoca: il caso Calvi, lo scandalo Ior, l'attentato a Wojtyla, e la Banda della Magliana. 

Nonostante l'archivazione dell'inchiesta il fratello di Emanuela, Pietro Orlandi, non si arrende e vuole trovare giustizia per la sorella. 

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