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20:46 20 Settembre 2019

Chiusura del CARA di Mineo, proteste contro Salvini - Video

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Italia
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Protestano contro la chiusura del CARA i lavorati del centro di accoglienza. In un presidio pacifico, organizzato dalla CGIL, hanno atteso l'arrivo del ministro dell'Interno e chiesto un confronto.

La decisione di chiudere il CARA ha causato la perdita del lavoro di circa 400 impiegati nel centro. Senza calcolare le ricadute che si avranno sull'indotto e sulle attività commerciali che respiravano grazie al CARA. Lo scorso 30 settembre, con la nuova gara d'appalto, circa 166 persone avevano visto non riconfermato il proprio contratto.

Gli ultimi 70 lavoratori della ditta Elpis, impiegati al CARA, sono stati licenziati senza preavviso e in maniera non ufficiosa, lo scorso 3 luglio con un messaggio mandato su whatsapp. In maniera del tutto ufficiosa, dato che ad oggi non hanno neanche ricevuto la lettera di licenziamento.

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I lavoratori della ditta Elpis sono stati licenziati senza preavviso e in maniera non ufficiosa, lo scorso 3 luglio con un messaggio mandato su whatsapp

Riferiscono di non ricevere busta paga dal mese di aprile.

Le richieste del sindacato

Il sindacato, oltre alla liquidazione delle mensilità arretrate, contributi, tfr e all'utilizzo di ammortizzatori sociali, chiede il riconoscimento del settore lavorativo dell'accoglienza. Ai microfoni di Sputnik Italia, Kurosh Danesh, responsabile nazionale delle Politiche per l'Immigrazione della CGIL, dichiara: "Chiediamo al governo in generale e al ministro del Lavoro in particolare, che questi lavoratori siano  lavoratori dell'accoglienza.  E quindi devono avere un riconoscimento come settore lavorativo".

Il riconoscimento permetterebbe al sindacato di aprire un tavolo di crisi di settore e trovare delle soluzioni come in qualsiasi altro settore lavorativo. Il tavolo, continua Danesh, è già stato richiesto ma finora non c'è stato un esito positivo.

Il confronto con Salvini

Alla fine della conferenza stampa, il ministro Salvini ha incontrato una delegazione di rappresentanti dei lavoratori. Il ministro ha ribadito che il futuro produttivo della zona non sarà un'economia basata sull'accoglienza ma sull'agricoltura e ha parlato di "riqualificazione e riconversione" dei lavoratori.

A riferirlo è Monja Caiolo,  Segretario Generale Filcams CGIL Sicilia, in un comunicato ufficiale del sindacato.

"Salvini è consapevole del livello occupazionale all'interno del CARA" dichiara la sindacalista "verranno messi in campo dei percorsi di riqualificazione, perché l'idea che ha scambiato con il prefetto piuttosto che con il sindaco di Caltagirone, è di dare spazio, piuttosto che al CARA, all'agricoltura".

Riferisce anche che questa riconversione avverrà "al netto" di indagini in corso per voto di scambio. Si avvierà un dialogo con i sindacati per arrivare a soluzione condivise, come l'ottenimento di ammortizzatori sociali.

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Chiusura del CARA di Mineo, proteste contro Salvini

Le proteste degli antirazzisti

Ad attendere il ministro c'era anche un presidio della Rete Antirazzista e MEDU, Medici per i Diritti Umani, che non protestavano contro la chiusura del CARA, ma per una politica dell'accoglienza dal basso. Un presidio "sbruffoncello", per ricordare la recente vicenda della Sea Watch, convocato "per denunciare quello che è avvenuto al CARA di Mineo sin dalla sua nascita" dichiara Alfonso di Stefano, portavoce della Rete. "Esperienza che è partita malissimo, perché noi dicevamo che era un centro di segregazione e un laboratorio europeo per il mega business dell'accoglienza".

Ci sono stati alcuni momenti di tensione tra il presidio e la polizia, quando i manifestanti hanno tentato di avvicinarsi all'ingresso del CARA, per tenere una conferenza stampa che avevano indetto. I manifestanti hanno lamentato il boicottaggio da parte delle forze dell'ordine, della conferenza stampa, che sarebbe stata concordata con la prefettura.

Solo dopo l'arrivo del ministro dell'Interno è stato consentito loro di avvicinarsi.

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Matteo Salvini, Manifestazione
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