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07:41 18 Settembre 2019

L'equipaggio della Alex si difende: non abbiamo mai rifiutato il porto di Malta

© AP Photo / Olmo Calvo
Italia
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Alessandra Sciurba, portavoce della Alex, il veliero che ieri ha sbarcato a Lampedusa 46 migranti, ha risposto alle autorità italiane durante una conferenza stampa a Lampedusa.

"La nostra eroica barchetta di meno di venti metri è sotto sequestro, abbiamo ricevuto la multa inventata dal nuovo decreto sicurezza, abbiamo due mezzi sotto sequestro e nessuna intenzione di fermarci. Dobbiamo tornare in mare immediatamente", così ha aperto la conferenza.

Secondo l'equipaggio della Alex ci sarebbe stata una volontà politica a costringere l'imbarcazione a violare il blocco.

"Noi abbiamo chiesto fin dall'inizio ripetutamente di poter trasbordare le persone a bordo su qualsiasi assetto navale delle autorità maltesi o italiane".

Anche il comandante della missione Erasmo Palazzotto ribadisce che la nave si trovava in una condizione difficile, di instabilità, poiché, omologata per 18 persone, ne trasportava circa 70, incluso l'equipaggio, quindi né poteva navigare in alto mare in condizioni di sicurezza, né poteva resistere al largo per giorni come la Sea Watch 3, perché era sovraffollata e in emergenza igienico-sanitaria. 

Non abbiamo mai rifiutato il porto di Malta

Contrariamente da quanto affermano le autorità italiane, i membri della ONG sostengono di non aver mai rifiutato l'accordo con Malta, a cui era addivenuto il governo italiano.

"Noi pur di evitare la solita sofferenza spettacolarizzata, lasciando le persone al largo 15 giorni, abbiamo risposto di sì, - dice la Sciurba - ma nel corso delle ore è stato impossibile procedere nella decisione di considerare La Valletta un porto sicuro, perché le condizioni che ci venivano date erano impraticabili rispetto alla sicurezza delle persone. Nel momento in cui ti si dice che in alto mare, a 13 miglia dalle acque territoriali, avremmo dovuto riprendere a bordo da due navi della marina militare tutti e 46 i naufraghi ed entrare a Malta in queste condizioni, ci è stato dato un ordine militare che avrebbe messo a rischio la sicurezza di tutti, Siamo stati messi nelle condizioni di dire no".  

Il motivo del rifiuto di andare a Malta

A prova di questo ci sarebbero sia le telefonate e le mail scambiate con le autorità maltesi, in cui si chiedeva a Malta di mandare delle unità incontro alla Alex per consentire la navigazione e le procedure di sbarco in sicurezza. L'ordine di procedere verso Malta con sette persone a bordo, nonostante l'emergenza igienico-sanitaria, impartito da Centro di Coordinamento dei Soccorsi italiano, secondo il capitano della missione, infrangeva le leggi di sicurezza sulla navigazione, perché chiedeva al momento dell'ingresso nel porto de La Valletta, la nave avrebbe dovuto riprendere tutte le persone a bordo. Questo il motivo del rifiuto di andare a Malta e la scelta di proseguire per Lampedusa, pos più vicino, dopo sette ore di emergenza sanitaria, in cui, secondo quanto riferisce il capitano, l'imbarcazione si sarebbe tenuta fuori dalle acque territoriali senza ricevere risposta.

Le risposte di Sciurba

Durante la conferenza stampa l'equipaggio ha risposto anche ad altre questioni che erano state al centro delle polemiche. 

In precedenza, il ministro dell'Interno, Matteo Salvini ha twittato: "Ecco una delle tante bugie delle ONG di sinistra: il gommone soccorso non aveva nessun problema".

"Chi dice che quel gommone non era in difficoltà dovrebbe venire a vedere con i suoi occhi: come si fa a essere così cinici? Vorrei che vi trovaste davanti a un gommone con 50 persone con bambini, alcuni piccolissimi, e dire 'Non ci sono problemi'. Quando dovremmo intervenire? Come si può essere così cinici e crudeli pur di fare propaganda politica?" risponde a Salvini la Sciurba. 

Secondo la Sciurba non era possibile lasciare che il gommone venisse soccorso dalla guardia costiera libica, in quanto il corpo militare sarebbe composto da miliziani che sono essi stessi trafficanti, che avrebbero riportato i migranti in Libia e sottoposti nuovamente a estorsioni.

A proposito afferma: "I trafficanti sono favoriti dalle politiche di questo governo. Perché i trafficanti sono pagati due volte in questo momento in Libia. Dal governo italiano che ha rifinanziato una missione allucinante, perché queste milizie sono quelle che ogni tanto si travestono da guardia costiera, catturano le persone, le riportano nei centri. Lì ripartono le estorsioni, poi vengono rimessi sui gommoni, cioé la stessa persona diventa vittima di tratta dieci volte. Quindi trafficanti pagati indirettamente dal governo italiano e direttamente dai migranti."  

Infine l'equipaggio afferma di non aver mai rifiutato né acqua né cibo. Avevano chiesto rifornimenti di acqua per i serbatoi, al fine di fronteggiare l'emergenza sanitaria a bordo - 70 persone tra cui alcune affette da scabbia, per solo due servizi igienici - ma la guardia costiera ha consegnato 200 bottiglie di acqua potabile, inutilizzabile per rifornire i serbatoi e ingombrante, considerando il sovraffollamento dell'imbarcazione. 

I membri della Alex concludono dicendo che non hanno nulla da nascondere ma tutto da denunciare, perché non hanno violato nessun diritto. 

La vicenda della Alex

Questa notte all'1.30 sono sbarcati i migranti tratti in salvo dalla barca a vela "Alex" della ong Mediterranea, ormeggiata nel porto dell'isola da ieri pomeriggio. La situazione si è sbloccata con la notifica del sequestro dell'imbarcazione da parte della Guardia di Finanza e l'avviso di garanzia al capitano del veliero Tommaso Stella, indagato per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

I migranti sono stati condotti al centro dove si trovano già in tanti dopo i ripetuti sbarchi fantasma.

Dopo lo sbarco sono scoppiate polemiche tra il ministro dell'Interno Matteo Salvini, che ha sostenuto di essere stato lasciato solo, ed i suoi colleghi della Difesa e dell'Economia, dicastero responsabile dell'operato della Guardia di Finanza.

Tags:
Malta, Lampedusa, Migranti
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