20:04 24 Settembre 2020
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Il ministro dell'Interno Matteo Salvini annuncia questa mattina sui social che verrà ridotto il numero degli agenti di scorta, allo scopo di aumentare il numero di poliziotti e carabinieri da impegnare nel controllo e mantenimento dell'ordine pubblico, nella lotta alla criminalità e alla mafia.

Salvini puntualizza che ad essere ridotti saranno gli agenti di scorta assegnati a "chi non ne ha bisogno". Infatti, ieri sera, in una puntata di Porta a Porta, ha annunciato che, su suggerimento del procuratore antimafia Francesco Cafiero De Raho e del procuratore Nicola Gratteri, la prossima settimana firmerà la nuova direttiva sulle scorte che conterrà questo provvedimento, che permetterà di "recuperare poliziotti e carabinieri che, invece di fare da taxisti, torneranno a fare ordine pubblico.

Un provvedimento che sarebbe in linea con quanto annunciato più volte dal ministro degli Interni, di voler aumentare il numero degli agenti delle forze dell'ordine. Nelle strategie del Viminale, infatti, l'aumento degli agenti è uno dei pilastri della lotta alla mafia, assieme alla confisca dei beni dei beni ai clan.

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© AP Photo / Australian Federal Police
Poche settimane fa Salvini aveva annunciato che avrebbe tolto la scorta allo scrittore Roberto Saviano, da anni sotto protezione dello stato in seguito alle minacce della camorra per la pubblicazione del libro Gomorra. La dichiarazione di Salvini aveva suscitato enormi polemiche, su cui era intervenut persino il Consiglio d'Europa, l'organizzazione internazionale che si occupa di democrazia e diritti umani, che aveva definito le parole di Salvini come indimidazioni dello stato. Anche Reporter Sans Frontiere aveva criticato l'Italia per la decisione di Salvini di revoca della scorta all'autore, avvenuta in seguito a delle critiche mosse da Saviano nei confronti del ministro.

Tuttavia Salvini ha già dichiarato, in risposta a queste reazioni, che la scorta non verrà tolta ad personam, per ragioni di "simpatia o antipatia", ma che ogni caso sarà valutato in base ad un aggiornamento dei criteri tecnici e in maniera obiettiva. Questi criteri dovranno tener conto del perdurare del rischio e della minaccia. Organi competenti dovranno valutare se i soggetti sotto scorta si trovano ancora in una condizione di pericolo per la propria incolumità o se tale condizione è decaduta.

Non si tratterà quindi di una valutazione politica, ma oggettiva del rischio in cui il soggetto incorre. Quindi gli agenti verrebbero tolti nei casi in cui non c'è più bisogno di scorta perché non esiste più una situazione di pericolosità, mentre verrebbero mantenuti laddove il rischio sussiste. Questa operazione dovrebbe liberare forze da impiegare nella sicurezza dei cittadini e del territorio.

Attualmente sono circa 600 le persone sotto scorta, tra magistrati, giornalisti, politici, collaboratori di giustizia, mentre sono circa 2000 gli agenti impiegati nella loro protezione. Recentemente, a far discutere, è stata la revoca della scorta a personaggi noti nella lotta alla mafia, come il giornalista Sandro Ruotolo e Capitan Ultimo, ovvero Sergio de Caprio, il comandante dei carabinieri che ha diretto le operazioni di arresto di Totò Riina. In difesa di questi era scesa Rita dalla Chiesa, figlia del Generale ucciso dalla mafia. Tuttavia il Tar del Lazio, ha restituito la scorta al militare, annullando la revoca che era stata adottata.

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Mafia, Matteo Salvini, Italia
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