09:46 23 Settembre 2020
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Nuovo colpo di scena nel caso del Consiglio Superiore della Magistratura – le pubblicazioni delle intercettazioni telefoniche con il già indagato magistrato Luca Palmara mettono nei guai questa volta il Procuratore Generale della Cassazione Riccardo Fuzio.

La crisi, innescata lo scorso maggio con la notizia dell’indagine per corruzione nei confronti dell’ex presidente dell’ANM ed ex membro del CSM Luca Palamara, vede oggi un ulteriore colpo di scena – le intercettazioni compromettenti che riguardano questa volta il Procuratore Generale della Cassazione, e membro di diritto del Consiglio Superiore della Magistratura, Riccardo Fuzio.

Tra il 21 e 22 maggio, come rivela il settimanale Espresso pubblicando online i contenuti dei verbali delle intercettazioni eseguite dalla Guardia di Finanza, tra Fuzio e Palamara sarebbe avvenuta una lunga conversazione telefonica nella quale il Procuratore Generale avrebbe svelato al collega indagato i particolari dell’inchiesta che lo riguardava. Ma non solo il segreto istruttorio sarebbe stato violato nell’occasione, dal carteggio pubblicato risulta chiaramente che i due discutono apertamente delle nomine dei nuovi procuratori.

Palamara a Fuzio in uno dei passaggi: “Perché almeno l’unico modo per controbattere l’informativa è poter darle l’archiviazione, se no che cazzo faccio giusto? Però rimane l’informativa che mi smerda...nessuno gli dice questa cosa qui, questo è gravissimo...qualcuno glielo deve dire, cioè o gli dici chiaro, sennò veramente io perdo la faccia...mi paga il viaggio, l’informativa non l’ho mai letta, non si sa di che importo si parla...qual è l’importo di cui si parla? Si può sapere. Cioè io non so nemmeno quanto è l’importo di cui parliamo”. Fuzio a sua volta: “Si...ci stanno le cose con Adele... (amica di Palamara)...e il viaggio a Dubai...

Lo scandalo era iniziato appunto il 20 maggio scorso quando la procura di Perugia aveva avviato le indagini nei confronti dell’ex presidente dell’Anm Palamara sulla base del sospetto, a quanto pare argomentato, che questi avrebbe tentato di favorire nomine (procure come Roma e Perugia) in cambio di soldi, regali e altri tornaconti.

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