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11:32 22 Luglio 2019

Servirebbe un secolo per rimpatriare tutti gli immigrati regolari in Italia?

© Foto: Mediterranea Saving Humans
Italia
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Il 15 giugno, al convegno della Fondazione De Benedetti di Reggio Calabria, il presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo ha fatto un discorso sul contenimento dell’immigrazione illegale in Italia.

Secondo Blangiardo, "in Italia ci sono circa 600 mila irregolari, ma ci vorranno più di 100 anni per rimpatriarli tutti".

Gli irregolari, citando le parole di Blangiardo, sono tutti quei cittadini stranieri che vivono in Italia dopo essere entrati senza un regolare controllo alle frontiere o che dopo essere arrivati regolarmente hanno deciso di restare in Italia anche dopo la scadenza del permesso di soggiorno.

È difficile stabilire con certezza il numero di irregolari reali in Italia, infatti il ministero dell’Interno non pubblica infatti cifre ufficiali in materia. Dunque, i numeri in questo ambito sono di solito stime, che di conseguenza sono sempre da prendere in considerazione con cautela.

Secondo un rapporto dell'Eurocommissione pubblicato a novembre 2008 sul fenomeno dell’immigrazione irregolare in Europa, in Italia le stime più affidabili vengono fatte dalla Fondazione Ismu (Iniziative e studi sulla multietnicità), con una tecnica statistica ideata dallo stesso Blangiardo.

Quindi secondo il calcolo più recente dell’Ismu, contenuto nel Rapporto sulle migrazioni e pubblicato a dicembre 2018, dal 1° gennaio 2018 in Italia c’erano "533 mila stranieri privi di un valido permesso di soggiorno", un numero in continuo aumento dal 2013. L’anno record in cui ci sono stati più irregolari è stato il 2002 con 750 mila clandestini.

Poi secondo l’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi), dall’inizio 2018 a metà 2019, pare ci sia stato un aumento del numero degli irregolari in Italia, passato da 533 mila a 610 mila, più o meno il numero citato da Blangiardo, questo nonostante il fatto che dal 2017 al 2018 e nella prima metà del 2019 si è registrato un forte calo negli sbarchi. L’Ispi sostiene che l’aumento degli irregolari sia dovuto al cosiddetto decreto Sicurezza che vede gli stranieri scegliere di restare in Italia in uno stato di illegalità a causa della riduzione delle protezioni o del mancato rinnovo del permesso di soggiorno.

Tornando al discorso di Blangiardo, servirebbero 100 anni per rimandare a casa gli oltre 600 mila irregolari presenti nel nostro Paese.

La stima di Blangiardo è realistica. Infatti se si assume che in futuro il numero di stranieri irregolari in Italia rimanga identico a quello attuale, e anche il numero di rimpatri, (secondo i dati dell’Ispi e di un'inchiesta del Foglio da giugno 2018 ad aprile 2019 i rimpatri sono stati quasi 6000, circa 550 al mese), allora a un ritmo di circa 6.500/7.000 rimpatri ogni anno, servirebbero tra gli 80 e gli oltre 90 anni per riportare nei Paesi di origine i circa 550 mila/610 mila irregolari presenti oggi in Italia.

Nonostante le promesse del governo ci sono ancora una serie di problemi che impediscono l’accelerazione dell’espulsione degli irregolari. Il primo problema è quello delle risorse economiche. Il secondo e il più importante rimane quello degli accordi bilaterali con i Paesi di origine degli irregolari. Gli unici accordi validi di riammissione che ha l’Italia sono quelli con Tunisia, Egitto, Marocco e Nigeria.

Tags:
ISPI, ISTAT, rimpatrio, migrazione, migrazione, migrazione, Migranti, Italia
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