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22:14 18 Settembre 2019
Enrico Bufalini

Mosca accoglie Italian DOC Festival: "Il documentario è uno sguardo diverso"

© Sputnik . Владимир Трефилов
Italia
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Il 17 giugno presso il centro stampa MIA “Rossiya Segodnya” si è svolta la conferenza stampa di presentazione del primo festival dei film documentari italiani in Russia, "Italian DOC Festival", organizzato dall'Istituto Luce-Cinecittà.

Sul valore e sul potenziale del cinema documentaristico Sputnik Italia ha chiesto il parere di partecipanti - il Direttore Cinema e Documentaristica dell’ISTITUTO LUCE - CINECITTA, Enrico Bufalini, e Rino Sciarretta, patron del festival.

Possiamo dire che i film documentari sono uno strumento di soft power dello Stato? Qual è il vero potenziale dei film italiani del genere e perchè sono importanti per la conoscenza reciproca tra i nostri popoli?

Enrico Bufalini: Il documentario ha osato in Italia in questi anni quello che film di finzione non ha fatto. Un esempio felice ed anche uno dei più conosciuti è Fuocoammare, il film di Gianfranco Rosi che ha vinto l’Orso d’Oro di Berlino e che ha affrontato la tematica delle immigrazioni in un momento in cui c’era una forte crescita di reazione nei vari paesi europei a queste migrazioni. E’ stato un atto di coraggio.

Nel nostro paese abbiamo assistito in realtà negli ultimi mesi anche ad un’inversione di tendenza. Il documentario ha guidato forse invece alcuni film di finzione, penso ad esempio al film sul caso Cucchi (“Sulla mia pelle” di Alessio Cremonini), dove invece è la finzione che segue il documentario. Laddove la cronaca non è riuscita a impressionare l’opinione pubblica la finzione invece è riuscita a riaprire un caso che era quasi insabbiato e che invece ha portato a svelare la verità rispetto a quello che era stato commesso.

Rino Sciarretta
© Sputnik . Владимир Трефилов
Rino Sciarretta

Rino Sciarretta: Io penso anche che il documentario è uno sguardo diverso su quello che noi viviamo tutti giorni, su quello che ci si presenta davanti ai nostri occhi, su quello che sogniamo, che desideriamo. Per tanto credo che il pubblico russo che è molto legato alla cultura italiana, in tutti i suoi risvolti, in tutte le sue sfaccettature, possa essere interessato al linguaggio del documentario, che racconta la vita reale. E poi penso anche non bisogna adagiarsi sempre sulle cose già acquisite, ma cercare nuove sfide. E se può essere considerata sfida quella di proporre una rassegna di documentari italiani di ultima produzione sono molto contento di accettarla.

Il documentario non è legato alle logiche commerciali, cioè è molto più libero come linguaggio: quando si fa un film di finzione si hanno dei produttori, si devono cercare dei finanziamenti, molto spesso i budget sono alti, c’è uno star-system con attori, quindi risponde delle logiche diverse, che spesso non incontrano il consenso del pubblico e diventa un’operazione molto rischiosa dal punto di vista finanziario. Nel documentario, come ricordava il direttore Bufalini, tutto questo è molto mitigato perché ci sono dei budget molto più bassi, oppure semplicemente si può lavorare col materiale d’archivio, reinventare, rileggere la storia attraverso i materiali d’archivio. E’ molto stimolante per un regista, per un cineasta fare questa operazione.

Questi materiali, l’archivio che abbiamo visitato questa mattina (l’archivio statale cinematografico della Russia-ndr.), o l’archivio dell’istituto Luce, i vari archivi del mondo hanno delle risorse infinite dove si può veramente attingere a nuove idee, a nuove forme creative. Insomma, è una sfida per il terzo millennio come materia proprio viva, non deve essere considerata come qualcosa di morto, di stantio, che sta li solo impolverato.

L' Italian DOC festival prosegue a Mosca fino al 20 giugno.


Enrico Bufalini ha lavorato per Ernst & Young quale revisore e consulente aziendale, e per Ferrovie dello Stato in qualità di esperto di riorganizzazione aziendale e di controllo di gestione. E’ stato consigliere di amministrazione di Cinecittà Studios Spa e di Circuito Cinema. Dal 2014 è Project Manager del Creative Europe Media Desk.

Rino Sciarretta è il direttore generale di Italian DOC Festival. Specializzato nell’acquisizione di film russi art house (The Postman's White Nights di Andrei Konchalovsky e Alexandra e Taurus di Aleksandr Sokurov), con la sua Zivago Media è produttore di documentari.

Tags:
Relazioni Italia-Russia, cinema
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