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08:52 18 Ottobre 2019

Sea Watch: “piuttosto che tornare in Libia, prefirirei morire”

© Foto: Sea Watch Italy
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Uno degli stranieri soccorsi dalla nave dell’Ong tedesca Sea Watch ha dichiarato che avrebbe preferito la morte al ritorno a Tripoli. “Voi fate leggi che ci impediscono di attraversare i vostri confini. Dove dovremmo andare allora?”, chiede Hermann.

“Vorrei chiedere a tutti una cosa semplice: chi non vorrebbe essere libero nella sua vita? Chi vorrebbe soffrire per tutta la sua vita? Se oggi ci troviamo in questa situazione non è perche' noi vogliamo esserci, ma perchè ci siamo ritrovati”. Sono le parole di Hermann, uno degli stranieri soccorsi dalla Ong tedesca Sea Watch. Il video con le sue testimonianze è pubblicato sulla pagina della nave su Twitter.

"Vi chiedo di pensarci: non avete sperimentato quello che accade in Libia. Ne vedete solo le foto ma noi abbiamo vissuto tutto ciò sulla nostra pelle. Voi fate leggi che ci impediscono di attraversare i vostri confini. Dove dovremmo andare allora? Io, Hermann, piuttosto che tornare in Libia, preferirei morire. Preferirei dare la mia vita ai pesci piuttosto che essere nuovamente torturato".

La nave della Ong tedesca si trova ferma a largo di Lampedusa, con ancora 43 migranti a bordo. La portavoce di Sea Watch per l’Italia, Giorgia Linardi, ha affermato oggi che “il divieto non cambia il diritto internazionale, siccome la Libia non è un porto sicuro”.

Il 12 giugno l’equipaggio della nave ha soccorso 52 persone da un gommone al largo della Libia e ha rifiutato il porto di Tripoli perchè non lo considera come sicuro. Tre giorni dopo il ministro degli Interni, Matteo Salvini, ha firmato il divieto di ingresso per la Sea Watch.

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ong, Sea Watch, Matteo Salvini, Libia, Italia
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