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23:48 19 Ottobre 2019
Studenti della facoltà di Studi Internazionali e Gestione Regionale dell'Università RANEPA di Mosca

Conoscere per competere, il business italiano fa scuola ai leader della Russia di domani

© Sputnik . Kirill KalinnikovDarya Postnova - RANEPA
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Sono i cosiddetti "Progetti Nazionali", un piano strategico di sviluppo delle infrastrutture nelle regioni, che apre interessanti possibilità d'investimento anche per le imprese italiane.

Come ci hanno insegnato da bambini i segreti non vanno rivelati, soprattutto se sono di successo. L’Italia, anche in questo, va controcorrente e con le sue 500 aziende attive in Russia, di cui 80 con propri stabilimenti, qualcosa da dire ai leader della Russia di domani ce l’ha.

Con queste prerogative si è svolta la conferenza “Il Segreto del Successo, lo sviluppo dei progetti italiani in Russia” organizzata in occasione delle Giornate Italiane nell’aula magna della Facoltà di studi internazionali e gestione regionale dell’Accademia di Economia Nazionale e Servizio statale presso la Presidenza della Federazione Russa.

Dietro questo nome, reminiscenza - come gli imponenti edifici che la ospitano – dei fasti sovietici, c’è l’università che a Mosca ed in 54 succursali in tutta la Russia, prepara la futura classe dirigente russa. Qui studiano i tecnici che fra qualche anno andranno ad occupare l’amministrazione pubblica russa, dalle regioni al Cremlino e con i quali avranno a che fare anche gli imprenditori italiani chiamati a prolungare questa storia di successo.

Docente d’eccezione il presidente di Confindustria Russia Ernesto Ferlenghi, che nel suo intervento ha illustrato lo stato dell’arte per il business italiano in Russia. Intervistato in esclusiva da Sputnik Italia, Ferlenghi focalizza l’attenzione sulle sfide, quali la crescita della Cina come partner commerciale russo, e le prospettive concrete, quali il passaggio per le aziende italiane dall’export di prodotti finiti a quello di tecnologie, che apre la possibilità di creare joint ventures e localizzare la produzione sul territorio russo.   

Nella sua presentazione ha citato i seguenti dati: dall'applicazione delle sanzioni, le esportazioni verso la Russia per l'Italia sono calate del 26%, per la Francia del 31%, per la Germania del 32%. La continuità che hanno avuto le imprese italiane ad essere presenti sul mercato russo non si è riscontrata tra i francesi ed i tedeschi?

Questo è vero. Abbiamo perso leggermente meno di altri concorrenti diretti, ma è anche vero però che la Germania e la Francia pur perdendo leggermente di più nelle esportazioni dirette dai loro paesi verso la Russia, hanno guadagnato molto in termini di quote di mercato, perchè hanno deciso di localizzare ancora prima di quello che hanno fatto le aziende italiane. Hanno creato molte joint-venture e si sono posizionati come diretti competitor nostri.

Ernesto Ferlenghi, presidente di Confindustria Russia, durante il suo intervento alla conferenza Il Segreto del Successo, lo sviluppo dei progetti italiani in Russia”
© Foto : Darya Postnova - RANEPA
Ernesto Ferlenghi durante il suo intervento alla conferenza "Il Segreto del Successo, lo sviluppo dei progetti italiani in Russia”

Oltre all’Europa è cresciuto l’asse strategico tra Russia e Cina, che negli ultimi mesi, con il progetto della Via della Seta, ha “ammiccato” all’Italia. Confindustria Russia come osserva questo cambiamento?

La Cina è un concorrente che sta crescendo in termini di qualità tecnologica e concorrenza diretta, anche finanziaria. La grande possibilità che hanno i cinesi è quella di finanziare a costi del denaro sostanzialmente nulli tutti i grandi progetti russi. Perciò il nostro stato d'animo è di grande preoccupazione. Il livello di investimenti che stanno facendo i cinesi negli ultimi due anni in Russia è di 20 miliardi di dollari, a fronte di un investimento di 2 miliardi dell'Europa.

Qual è invece la grande possibilità che hanno le imprese italiane in Russia?

Noi abbiamo un 93% di piccole e medie imprese italiane, a fronte di un 23% di piccole e medie imprese russe, quindi quel capitale di crescita e di integrazione, in termini anche di riallineamento tra questo 93 e questo 23 crea ancora aspettative di spazio di crescita. Io rimangono un pò più pessimista su questo e cioè penso che il modello italiano, rispetto ad un modello prettamente esportativo verso la Russia, deve comprendere bene che le opportunità sono un elemento che deriva da una capacità di valutazione ed analisi del mercato, cioè dedicare grandi energie ed investimenti per identificare le opportunità che ci sono e saperle cogliere.

A che cosa fa riferimento?

Mi riferisco ai cosiddetti “Progetti d’importanza nazionale” individuati dalla Federazione Russa, che valgono 380 miliardi di dollari d'investimento. Oggi bisogna riuscire a capire bene in termini reali e concreti di progetti, dove sono queste opportunità. Di cosa si tratta: ospedali, aeroporti, porti, impianti di trattamento gas, olio. Solo a fronte di questo grande livello di analisi noi riusciremo come sistema paese a proporre delle soluzioni. Ciò che fanno i tedeschi. Dobbiamo abbandonare il modello dell'esportazione: non è più attuale. Quello della localizzazione lo è dopo aver fatto un'analisi delle opportunità e di come la concorrenza si sta muovendo. Senza sapere quanto costa l'acquisto di materie prime locali, la tassazione o come la concorrenza francese e tedesca si muove e che prezzo farà, non possiamo pensare di diventare competitivi.

  • Gli studenti e studentesse della Facoltà di Studi Internazionali e Gestione Regionale presenti in sala
    Gli studenti e studentesse della Facoltà di Studi Internazionali e Gestione Regionale
    © Foto : Darya Postnova - RANEPA
  • Il panel della conferenza «Il segreto del successo: lo sviluppo di progetti italiani in Russia»
    © Foto : Darya Postnova - RANEPA
  • Il presidente di Confindustria Russia, Enresto Ferlenghi, risponde
    Il presidente di Confindustria Russia, Enresto Ferlenghi, risponde
    Darya Postnova - RANEPA
  • Una studentessa pone una domanda ad Ernesto Ferlenghi
    Una studentessa pone una domanda ad Ernesto Ferlenghi
    Darya Postnova - RANEPA
  • Francesca Santoro, primo Consigliere Commerciale dell'Ambasciata d' Italia a Mosca ha aperto i lavori della conferenza
    Francesca Santoro, primo Consigliere Commerciale dell'Ambasciata d' Italia a Mosca ha aperto i lavori della conferenza
    Darya Postnova - RANEPA
  • Il palco da cui hanno preso la parola gli esperti intervenuti alla conferenza «Il segreto del successo: lo sviluppo di progetti italiani in Russia»
    © Foto : Darya Postnova - RANEPA
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© Foto : Darya Postnova - RANEPA
Gli studenti e studentesse della Facoltà di Studi Internazionali e Gestione Regionale

Una conoscenza che va di pari passo con altre due sfide del nostro tempo: l’informazione e l’innovazione. Altrimenti – come talvolta accade anche tra Italia e Russia – la differenza tra la qualità dell’offerta e gli standard richiesti della domanda resta incolmabile

E’ quello che ho detto agli studenti. Serve investire molto sulla conoscenza, sulle competenze. Come ha visto, l'Italia investe a 30 miliardi all'anno su ricerca e sviluppo, gli Stati Uniti 470, la Cina 350. Il numero dei brevetti parla chiaro, cioè 1 milione e 300 mila brevetti all'anno negli Stati Uniti, 600 mila la Cina, in Italia ne facciamo 30 mila. Questo è il lavoro di grande dedizione, di stimolo verso il raggiungimento della perfezione, attraverso sinergie che con la Russia esistono da 60 anni.

Il fatto che esistano da cosi tanto queste sinergie, non ci impedisce di migliorarle. Anzi, il nuovo corso economico voluto dalla Russia, con la sostituzione dell’import con la produzione locale ed i “Progetti Nazionali” di cui sopra, vi obbliga, ad intensificare il dialogo con la controparte russa. Quali richieste portate avanti?

Vorremmo che ci fosse uno sportello unico dove individuare tutti i progetti a cui le aziende nostre associate possono partecipare. Lavoriamo in questa direzione. Lo abbiamo chiesto al ministro dell'Industria russo Manturov, ed abbiamo detto che queste capacità di coordinamento tra tutte le regioni — che sono in concorrenza aperta tra di loro e le autorità federale deve avvenire attraverso un'unica finestra per identificare le opportunità di mercato ed i progetti. Altrimenti arrivare, correre sui diversi ministeri e diverse regioni a proporre quali sono le aziende italiane non è possibile. Dobbiamo fare viceversa: loro devono fare questo lavoro di identificazione delle priorità che loro hanno in mente, mettere insieme quali sono i prodotti tecnologici che vogliono dedicare un partenariato con gli stranieri. E' su questo che bisogna lavorare e la buon riuscita dipende in parte da noi ed in parte da loro.

Tra poco più di una settimana a San Pietroburgo ritorna l'annuale appuntamento con il Forum Economico Internazionale, SPIEF. E' annunciata una presenza importante da parte italiana, anche con esponenti del governo. Quali aspettative nutre la comunità imprenditoriale italiana in Russia da questo evento?

Questa è un’occasione ulteriore di credibilità e di rafforzamento dei rapporti su un piano politico. A mio avviso noi in Russia i godiamo di un credito politico e di una credibilità sicuramente unica, rispetto anche a molti altri paesi del mondo, anche a quelli che fanno più affari di noi. Noi dobbiamo trasformare questo credito politico, in una credibilità industriale, che non è solo moda e non è solo food. Quella del Forum  SPIEF è un'ennesima occasione di vedere tutti gli interlocutori russi, regionali e federali. Spero, non sono convinto che il livello se non fosse così, ce ne dispiacerebbe, però effettivamente serve dimostrare che noi continuiamo a fare le cose e la dimostrazione in questi anni è stata che le imprese italiane non hanno lasciato la Russia.


Lo SPIEF – Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo – si svolge dal 6 all’8 giugno. Il 6 giugno è in programma la sessione speciale “Russia-Italia”, con la partecipazione dei vertici delle più importanti aziende italiane attive in Russia, quali Enel, Snam, Eni, Maire, Saipem, Pirelli, Leonardo, Clerici.

Confindustria Russia, diramazione diretta della Confindustria nazionale all'interno della Federazione Russa opera per lo sviluppo di rapporti di cooperazione tra le aziende italiane e russe, la creazione di joint-venture ed il trasferimento di know how tecnico ed imprenditoriale. I settori di maggiore attività sono meccanica, costruzioni, energetica, alte tecnologie, alimentazione.

Ernesto Ferlenghi, presidente di Confindustria Russia. Dal 2005 al 2014 è stato a capo di Eni Russia e vicepresidente di Eni.

Tema:
Cooperazione Italia Russia (70)
Tags:
Made in Italy, imprese, Economia, Cooperazione, Russia, Italia
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