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04:28 23 Agosto 2019
Roma, bandiera italiana

Autonomia, Stefani: va fatta subito senza trattativa

CC BY 2.0 / Dmitry Dzhus / Rome
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“La frenata sulla riforma” delle autonomie “è evidente. Chiedo al premier Conte e al Movimento di esplicitare la loro posizione. Tenendo conto che la riforma federale è un caposaldo del contratto di governo e che sta nella richiesta, non trattabile, di milioni di italiani. Mi chiedo se il governo avrebbe ragioni di esistenza qualora la frenata divenisse uno stop”.

Lo afferma la ministra per gli Affari regionali e le autonomie Erika Stefani (Lega) in una intervista a ‘La Stampa’.

Ministro, si sta adeguando ai toni della campagna elettorale? “No, ma ci siamo infilati in un vicolo cieco. Mi pare siamo di fronte a un ‘no’ a prescindere. Vorrei da Conte e Di Maio risposte chiare, pragmatiche, effettive: le dobbiamo alle tante regioni italiane che la sollecitano e ai cittadini che al referendum di Lombardia e Veneto di due anni fa hanno chiesto l’applicazione della Costituzione laddove riconosce l’autonomia”.

“Devo rifarmi – sottolinea – all’impegno del premier Conte: a dicembre disse che entro il 15 febbraio dovevano essere evidenziati tutti i nodi politici, in modo poi da andare a scioglierli. Di fatto da allora non è successo più nulla”.

Al momento, ricorda, “abbiamo predisposto un documento articolato in due colonne: da una parte il testo di base secondo le indicazioni dei ministeri, dall’altra i rilievi e le richieste di revisione avanzate dalle singole Regioni. Non sono mai stati esaminati. Siamo nella tenaglia di un pre-giudizio” che consiste nella “narrazione secondo cui gli accordi tra lo Stato e le tre Regioni più avanzate sarebbero a danno del Meridione, costituendo cittadini di serie A e di serie B, è falsa. Forse le condizioni odierne della sanità campana dipendono dal federalismo? Sembra credere all’opportunità dell’autonomia differenziata, non per caso, proprio il governatore campano De Luca. M5S sta speculando in modo irresponsabile alimentando un odio ingiustificato del Sud verso il Nord, per puro calcolo elettorale e senza alcun senso delle istituzioni”.

“L’inizio della trattativa – conclude – è un conto, l’esito un altro. Ora è fondamentale capire se c’è la volontà politica di esaminare i punti di contrasto e trovare le soluzioni oppure se l’intenzione è di bloccare tutto. Gli indizi sono tutti sfavorevoli. Ma noi non molliamo”.

Fonte: Askanews

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